Aggiornamento: Nel primo giorno di reddito di cittadinanza agli uffici postali sono state presentare 35.653 domande, a cui si aggiungono le 8.492 avanzate attraverso il portale online, secondo quanto fatto sapere dal ministero del Lavoro.

Il primo giorno di reddito di cittadinanza fila liscio, senza intoppi né file alle Poste. Da oggi, mercoledì 6 marzo, è possibile presentare la richiesta per accedere al reddito di cittadinanza, la misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e introdotta con l’ultima legge di Bilancio. E lo si può fare attraverso il portale internet, nei Caf o negli uffici postali. E proprio Poste italiane ha fatto sapere che alle ore 14 di oggi sono state presentate, negli uffici postali, 29.147 domande. “Il flusso dei richiedenti è stato costante e ordinato su tutto il territorio”, sottolinea l’azienda. Per quanto riguarda i Caf, non c’è stato alcun assalto, anche perché gli incontri sono stati organizzati molto spesso su appuntamento. Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, coordinatori della Consulta nazionale dei Caf, spiegano: “Una prima giornata vissuta con la convinzione di aver fatto tutto il possibile per rendere agevole agli italiani il percorso che porta al reddito di cittadinanza”.

Ci sono stati alcuni casi – rari – di affollamento a "Civitanova Marche, Cosenza, Siracusa e un numero importante di richieste a Milano e a Torino, particolarmente nei Caf dei quartieri periferici”, spiegano ancora i due. Non c’è ancora una cifra sul numero di domande inoltrate, ma sicuramente le richieste saranno “un numero rilevante”. Oggi sono stati ricevuti molti cittadini su appuntamento mentre per molti altri è stato dato un nuovo appuntamento nei prossimi giorni per evitare code e lunghe attese. Online, invece, sono state inviate 6mila richieste, secondo quanto comunicato dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

Conte: ‘Oggi è un bel giorno’

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla di un “bel giorno”: “Siamo già a 30mila domande e fila tutto liscio. Siamo orgogliosi di questa misura. Non è una misura assistenziale e faremo in modo che non lo sia”. Poi su Twitter scrive: “Oggi prende corpo il reddito di cittadinanza. Un altro impegno del Governo è realtà. Lo Stato non abbandona nessuno: ora ci sono un sostegno per chi è in difficoltà e un'occasione per reinserirsi nel mondo del lavoro. Equità sociale e crescita economica devono camminare insieme”.

Il decretone e le audizioni alla Camera

Intanto, mentre il reddito e la quota 100 sono già partiti, la Camera dei deputati discute il decretone, contenente le regole dei due provvedimenti. Oggi è il turno, in audizione, di Domenico Parisi, presidente dell’Anpal: “È tutto pronto per la partenza del reddito? Assolutamente sì, tutto è predisposto e in ordine”. C’è però da risolvere la questione dei navigator: “Speriamo subito di trovare un accordo con le Regioni per delineare tutti i dettagli e per avviare la gestione del reddito”, afferma Parisi. In audizione anche Alberto Zanardi, consigliere dell’Ufficio parlamentare di bilancio, secondo i cui calcoli solo il 5,5% dei beneficiari avrà un assegno superiore ai 6mila euro, mentre un quarto di loro riceverà meno di mille euro. Inoltre, circa il 37% dei nuclei familiari che riceverà il reddito non avrà alcun tipo di obbligo, mentre il 26% verrebbe inserito nel percorso lavorativo e il 37% in quello di inclusione gestito dai Comuni.