Davide Tomasi sconterà trent'anni di carcere per aver accoltellato a morte la sua ex compagna, Monica De Rossi. Il processo per l'efferato omicidio della agente immobiliare vicentina e madre di tre figli è stato celebrato con rito abbreviato. Il pm Claudia Brunino, titolare dell'inchiesta, aveva chiesto invece una condanna all'ergastolo contestando al quarantenne le aggravanti della premeditazione, della crudeltà gli abietti e futili motivi nonché le molestie e il porto abusivo del coltello.

La tragedia è avvenuta a Poiana di Granfion, una frazione di Grisignano di Zocco, in provincia di Vicenza, nella primavera del 2017, dopo diversi mesi dalla fine della relazione tra i due. Monica e Davide si erano lasciati l'estate precedente, ma erano rimasti in buoni rapporti tanto che Monica non trovò per nulla sospetto il fatto il 38enne di Grumolo delle Abbadesse le chiedesse di andare a vedere insieme una villa che a cui interessato nel comune di Poiana. Proprio tra le mura dell'immobile Monica è stata aggredita alle spalle. Al suo aguzzino è stata sufficiente una sola coltellata alla schiena, dopo averla uccisa, Tomasi l'ha trascinata dal bagno in una stanza che ha chiuso a chiave, per poi accasciarsi su di lei dopo aver assunto barbiturici e dell'insulina che aveva portato con sé .

Voleva lasciarsi morire sul corpo di quella donna che credeva di aver amato, ma a sventare i suoi piani suoi suicidi sono arrivati i carabinieri allertati dal proprietario della villa. I vicini avevano, infatti, segnalato la presenza di due auto nel parcheggio della villa. Al medico del pronto soccorso – come ricordato dal giudice Venditti nell’ordinanza di custodia caurelare – Tomasi raccontò di avere visto Monica pochi giorni prima in compagnia di un uomo. Proprio allora avrebbe provato un cocente sentimento di gelosia che lo ha portato al piano omicida.