Zampa (Pd): “Il centrodestra affossa la legge sul fine vita, non hanno rispetto per chi soffre “

Ancora una volta, il dibattito politico sul fine vita si è bloccato. Questa volta per mano del centrodestra che, come ampiamente previsto, ha respinto la proposta arrivata in Aula a prima firma di Alfredo Bazoli, senatore del Pd. O meglio, l'ha rinviata: il testo è tornato alle commissioni Sanità e Giustizia del Senato, che ci lavorano da anni. La maggioranza ha detto che ha bisogno di maggiori approfondimenti. Nel frattempo spera di raggiungere un testo che metta d'accordo Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Sandra Zampa, capogruppo del Pd nella commissione Sanità di Palazzo Madama, ha spiegato a Fanpage.it che l'intenzione di una parte della maggioranza è affossare del tutto la questione.
Fratelli d'Italia ha detto che ha rinviato il testo alla commissione perché vuole "una buona legge" che non arrivi "nel campo dell'eutanasia o dell'omicidio del consenziente". È una spiegazione che la convince?
Nel ddl Bazoli ci sono già paletti rigidi e chiari che escludono questa ipotesi, tant'è che c’è anche nel mondo radicale chi lo considera insufficiente. Il testo è il frutto di un lungo e approfondito compromesso. Al di là delle dichiarazioni di facciata, il centrodestra ha chiesto un rinvio perché ha due difficoltà interne.
Quali?
Una è che una parte di loro non vorrebbe alcuna legge sul tema, e sicuramente non vogliono che ci sia una legge che porta il nome di un senatore del Pd. Inoltre ci sono enormi differenze che dividono la maggioranza. In questo caso dovevano trovare un argomento per fare in modo che la proposta scomparisse dal tavolo – nonostante il testo avesse già superato il voto di una delle due Camere, nella scorsa legislatura, e nonostante ci sia un ddl depositato alla Camera dal centrodestra che ha lo stesso identico testo del ddl Bazoli.
Il secondo problema per loro, di conseguenza, è che non si possono permettere di andare ai voti segreti. La gran parte di questo provvedimento andrebbe a votazioni segrete per sua natura, perché riguarda questioni etiche. È un rischio che non vogliono correre.
La maggioranza si spaccherebbe?
Sì, evidentemente sanno che non supererebbero quella prova. Per questo ci hanno riportato in commissione con un argomento fasullo.
Qual è la motivazione usata dalla maggioranza?
Chiedono di approfondire e ci hanno riproposto le stesse identiche audizioni svolte mesi fa. Abbiamo audito l’Istituto superiore di sanità, con l’unica differenza che questa volta ha partecipato anche il presidente Bellantone. Ed è stata acquisita una memoria del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche, ndr) già audito mesi fa. Tutto questo per dirci che non esiste un dispositivo in Europa a marchio CE per dar corso all’atto finale del fine vita. Ma noi sappiamo che c'è un dispositivo (già autorizzato dall'Asl in Toscana) prodotto proprio dal CNR con manuale di utilizzo disponibile che utilizza la tecnologia del puntatore oculare e che è stato usato qualche mese fa.
Quando li si pressa sul tema, rispondono che la legislazione europea non prevede che vengano prodotti dispositivi – hanno detto testualmente – "atti a somministrare la morte", ma "solo per la vita". Così si spingono le grandi istituzioni scientifiche ad avallare una posizione politica. E si vara la grossolana divisione tra "partito della morte" e "partito della vita". Come se la morte non fosse un percorso che fa parte della vita.
Quali saranno i prossimi passi per la legge sul fine vita? Il ritorno in commissione, a un anno dalla fine della legislatura, è il segnale che tutto si chiuderà con un nulla di fatto?
La maggioranza finora si è mossa con modalità così rozza e prepotente che non era difficile anticipare quanto è successo. E non è difficile neanche prevede cosa potrà succedere adesso.
Il punto dirimente per loro è giustificare la scelta di estromettere il Servizio sanitario nazionale dalla prestazione del suicidio assistito. Senza alcun rispetto per le persone e le loro sofferenze lasciando spazio solo a quelli che possono permettersi di andare in Svizzera perché hanno le opportunità, i soldi e le conoscenze per farlo. Il SSN è il punto attorno a cui gira tutto. Sicuramente è il punto su cui concentra un pezzo di Fratelli d'Italia, che fa riferimento ad Alfredo Mantovano.
Forza Italia ha tergiversato a lungo sulla questione del Servizio sanitario nazionale, sostenendo che dovesse rientrare nella legge. Anche su spinta, apparentemente, di Marina Berlusconi. Pensa che alla fine cederanno?
Penso che i colleghi di maggioranza diranno a Forza Italia "non siamo noi che abbiamo scelto di escludere il SSN, ma come può la sanità pubblica nazionale intervenire se non c'è un dispositivo europeo autorizzato per farlo?". Attorno a questo argomento cercheranno di raccogliere il consenso necessario. Vedremo come si comporterà chi, come FI, ha detto di volere una legge che non escludesse il SSN.
La legge passerà quindi, alla fine.
Sono solo previsioni, naturalmente. Potrebbe non esserci il tempo per completare l'iter prima delle politiche. Ciò di cui sono certa è che vogliano ingannare gli italiani. Sarà una finta legge, una legge che non contiene niente. Per poter dire all'opinione pubblica, che in larghissima maggioranza invece vuole questa legge, che sono riusciti a legiferare sul fine vita.
Il Pd si opporrà a qualunque testo del centrodestra?
Prima vediamo cosa accadrà. È chiaro che c'è uno scontro in corso al loro interno, ma il fatto che Forza Italia abbia subito ceduto alla richiesta di tornare in commissione non mi fa ben sperare. Hanno detto che c'è bisogno di approfondire ancora. Dopo anni. Su un testo di legge che era già passato a una Camera nella scorsa legislatura, un testo che in questa legislatura discutiamo dal 2023. Abbiamo svolto cento audizioni: solitamente ce ne sono venti o trenta per le proposte più eclatanti.
Nella maggioranza c'è una parte, che a mio modo di vedere sta vincendo, che vuole proporre una legge crudele. Una legge cattiva, che mostra il disprezzo nei confronti delle persone che accedono al fine vita. Qui si misura la distanza delle culture politiche in materia di diritti civili, stato di diritto, e rispetto della dignità delle persone
A proposito di culture politiche e delle forze che le condizionano: tra i primi soggetti a esultare per il rinvio in commissione della proposta di legge c'è stata l'associazione Pro Vita e Famiglia. Un ente che ha un'influenza enorme su buona parte dell'esecutivo, e che dice di rappresentare il mondo cattolico – una cultura, quella cattolica, che è anche la sua. Cosa ne pensa?
Pro Vita e Famiglia ha un'influenza fortissima su parte della maggioranza. Ma rappresentano una parte largamente minoritaria del mondo cattolico, dove c'è molto più rispetto, sensibilità e attenzione all’uomo e alla sua dignità che va garantita fino all’ultimo respiro. Quasi tutti abbiamo conosciuto o avuto vicino a noi persone che hanno dovuto affrontare un momento di sofferenza estrema come quello che precede la fine della vita. Quello che mi ferisce di più è proprio la mancanza di rispetto nei confronti della sofferenza delle persone e della loro dignità.