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Il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, è sicuro: "La manovra di Bilancio aiuterà l'Italia a ripartire". Lo scrive su Facebook in un lungo post che precede il Consiglio dei ministri (Cdm) previsto per questa sera alle 21 che deve approvare il Documento programmatico di bilancio da inviare entro la mezzanotte a Bruxelles.

Il primo punto su cui è chiaro il viceministro è quello dell'Iva: non ci sarà nessun aumento, "nonostante la clausola di salvaguardia più alta di sempre (23 miliardi nel 2020 e 29 miliardi nel 2021)". E subito dopo la priorità deve essere quella di far pesare meno tasse sui lavoratori per aumentare le buste paga. Il ministro conferma quindi le anticipazioni già diffuse: "3 milirdi in meno nel 2020 e 5 miliardi dal 2021". Su questo punto, tuttavia, rimangono ancora molti nodi da sciogliere, in particolare le modalità con cui saranno stanziate queste risorse e chi ne usuifrirà, cioè chi vedrà una sostanziale diminuzione delle imposte pagate sul lavoro.

Misiani sottolinea nuovamente l'intenzione in senso ecologico della manovra, già ribadito nei giorni scorsi sia da Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, che dal ministro per l'Ambiente, Sergio Costa, all'approvazione del Decreto clima. Misani scrive: "Una forte spinta agli investimenti pubblici e privati: oltre 50 miliardi per i prossimi quindici anni dedicati allo sviluppo sostenibile e alle infrastrutture sociali, per rendere l’Italia un paese leader nell’economia verde e creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro; la proroga degli incentivi di Impresa 4.0 (estesi all’economia circolare), di ecobonus, sisma bonus e bonus ristrutturazioni, del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. L’anticipo al 2022 della totale deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali delle imprese".

Il viceministro torna anche in tema di sostegno alle famiglie, affermando: "Più risorse per le famiglie, a partire dalla gratuità dei nidi per le famiglie a reddito basso e medio e dalla creazione di un Fondo per avviare nel 2020 il riordino degli strumenti esistenti, premessa indispensabile per realizzare l’assegno unico e la carta servizi per i figli". Poi anticipa maggiori risorse per scuola e sanità, confermando l'abolizione del superticket e un ambizioso piano per la casa e per le aree urbane degradate.

"Sono scelte in cui le democratiche e i democratici possono pienamente riconoscersi, perché riprendono i cardini del Piano per l’Italia presentato dal PD il 15 maggio 2019. Sono passi importanti nella direzione giusta, per rendere l’Italia più verde, giusta e competitiva", conclude il viceministro.