Oxfam, Emergency e Amnesty International a leader del G20: “Sospendete i brevetti dei vaccini”

I vaccini devono diventare un bene pubblico globale. In vista dell'inizio del G20 a Roma, in programma il 30 e 31 ottobre, Oxfam, Emergency e Amnesty International, membri della People's Vaccine Alliance, hanno organizzato un flashmob per lanciare un appello ai leader mondiali, affinché venga assicurato l'accesso globale al siero anti-Covid. L'iniziativa si è svolta questa mattina, a Piazza Vittorio a Roma. Tre attivisti, che rappresentavano un operaio, un medico e un infermiere, si rivolgevano al G20 nel vano tentativo di essere considerati, mentre ai loro piedi una bara ricordava le 5 milioni di vittime da Covid 19 nel mondo.
L'evento aveva l'obiettivo di sensibilizzare i leader mondiali e metterli davanti a un dato di fatto: le case farmaceutiche continuano a detenere i brevetti dei vaccini contro il Covid, vendendoli ai migliori offerenti, naturalmente i Paesi ricchi. Il prezzo del farmaco così si impenna, arrivando a un costo 24 volte maggiore rispetto a quello di produzione. Ma ci sono milioni di vite a rischio nei Paesi a basso reddito, in cui solo l'1,8% della popolazione è immunizzato.
Se i leader mondiali resteranno sordi a questa richiesta consentiranno all’industria farmaceutica di continuare ad accumulare grandi profitti, avendo l’esclusiva nella produzione delle dosi. Le poche aziende che possiedono i brevetti e dettano le regole al mercato poi non riescono a soddisfare una domanda globale di vaccini.
Sara Albiani, policy advisor sulla salute globale di Oxfam Italia, ha spiegato così la manifestazione: "Siamo qui per denunciare l'inazione del G20 fino ad oggi sulla risposta alla scandalosa disuguaglianza nei vaccini, basti pensare che nei paesi a basso reddito meno del 2% della popolazione è stata vaccinata e nei paesi ricchi siamo al 60%; chiediamo ai leader di agire per un vaccino di tutti e di tutte e di sostenere la proposta presentata oltre un anno fa da Sudafrica e India sulla sospensione dei brevetti, di promuovere la condivisione di tecnologie e know how, di investire in centri vaccinali nei paesi in via dei sviluppo e redistribuire le dosi di vaccino che si sono accaparrati i paesi più ricchi, perché ovviamente le case farmaceutiche preferiscono vendere a chi può offrire di più".
L'Organizzazione Mondiale della Sanità pochi giorni fa ha ricordato che "senza un cambio di rotta radicale la pandemia continuerà a fare vittime e aumenterà il rischio di pericolose varianti" hanno dichiarato le tre organizzazioni. Pietro Protasi, responsabile coordinamento volontari Emergency ha aggiunto: "Vogliamo mettere i ai capi di stato e di governo del G20 davanti alla responsabilità che hanno nella diffusione del vaccino a livello mondiale. Noi cerchiamo di stimolare il nostro governo in particolare in quanto presidente di questa sessione del G20, a mettere in atto una serie di operazioni per poter dare disponibilità anche a chi non ce l'ha di vaccinarsi".