A giugno il vaccino anti Covid sarà inoculato ai 16enni, ma anche agli operatori dei supermercati e a quelli dei trasporti, logistica e turismo. Sono queste alcune delle categorie prioritarie indicate dal Piano delle classi produttive. L'Inail sta mettendo a punto un documento, in collaborazione con i ministeri della Salute e del Lavoro e insieme alla conferenza delle Regioni per indicare le priorità in base a cui le dosi dovranno essere distribuite ai datori di lavoro, che dovranno immunizzare il personale. Tra le categorie che erano state inizialmente indicate come prioritarie c'erano anche parrucchieri ed estetisti.

È lo stesso ministro del Lavoro Andrea Orlando (Pd) a dare il suo ok al piano: "Si inizia da coloro che in questi mesi di emergenza sanitaria hanno contribuito a non far fermare il Paese nei settori essenziali: dai lavoratori del commercio al dettaglio e della grande distribuzione nel settore alimentare, agli addetti ai trasporti, dai lavoratori della ristorazione ai servizi alla persona", ha scritto questa sera su Facebook il ministro.

La campagna vaccinale nei luoghi di lavoro, che partirà non appena ci sarà la necessaria disponibilità di dosi, "si affianca a quella fin qui utilizzata, offrendo uno strumento in più e regole per la sicurezza dei lavoratori. La ripartenza del Paese corre se garantiamo anche ai lavoratori una protezione dal virus, mettendoli in sicurezza". Orlando ha detto inoltre che "le adesioni numerose da parte di aziende, imprese, attività private dimostrano che dai lavoratori e dagli imprenditori può arrivare un importante contributo per raggiungere gli obiettivi della campagna vaccinale".

In vista dei prossimi obiettivi della campagna di vaccinazione la struttura commissariale valuta l'apertura di oltre 730 punti aziendali dove partire con le somministrazioni sui luoghi di lavoro.

Cosa dice il documento Inail

Secondo il documento Inail, di cui il Corriere della Sera ha dato alcune anticipazioni, il gruppo con la priorità più alta comprende circa 6 milioni e 840 mila lavoratori, ma da questi bisogna sottrarre oltre 4 milioni e 750mila che sono già stati vaccinati, con una o due dosi, attraverso i canali sanitari, in base alle fasce d'età prioritarie. Tra le categorie protette ci sono già forze dell’ordine e scuola, operatori sanitari.

Subito dopo, con priorità 2, vengono elencate le attività che comportano minori rischi per la salute perché prevedono meno contatti sociali, come i lavori di costruzione specializzati e di edifici, coltivazioni agricole, che in genere si svolgono all'aperto. Parliamo di quasi 6 milioni di cittadini di cui 733mila già vaccinati. In questo gruppo rientrano anche luoghi di culto, come parrocchie, oratori, monasteri.

Il terzo gruppo di priorità riguarda invece i lavoratori dell'industria automobilistica, oltre 6 milioni di persone. Qui sarà previsto un sotto insieme con ulteriori criteri di differenziazione del rischio: chiaramente chi è a contatto con il pubblico avrà la precedenza su chi lavora in smart working.