21 Maggio 2018
12:39

Trento, gli Alpini ci ripensano: “Solidarietà a vittime di molestie”, attiviste: “Abbiamo vinto”

Per le militanti di “Non una di meno – Trento” sicuramente è una vittoria. Dall’Associazione nazionale Alpini arriva l’ammissione: alcuni episodi di molestie si sono effettivamente verificati alla festa di Trento. In un primo momento l’Ana aveva invece minacciato querele.
A cura di Annalisa Cangemi

Gli Alpini fanno retromarcia. Se non è una vittoria totale di sicuro è più di un timido segnale di cambiamento in questa lotta di posizioni e principi. La vicenda di Trento che nei giorni scorsi ha fatto discutere, si muoveva tutta su un paradosso: molte donne avevano denunciato al gruppo "Non una di meno – Trento", in forma anonima, episodi di molestie che si erano verificati all'adunata degli Alpini, durante una festa di tre giorni per le strade della città. Alcuni partecipanti alla festa, complice anche l'alcol che scorreva a fiumi per effetto della sospensione del divieto di consumazione negli spazi pubblici, hanno importunato alcune giovani, rivolgendo loro appellativi sessisti e tentando approcci invadenti.

Contro ogni aspettativa in un primo momento dall'Associazione nazionale Alpini (Ana) non c'era stata un'ufficiale presa di distanza: la prima reazione era stata al contrario quella di minacciare querele. "Noi non abbiamo ritenuto necessario difendere quelle donne con un comunicato perché non ci sono prove", aveva detto a Fanpage.it il presidente Ana di Trento Maurizio Pinamonti. Le denunce alle Forze dell'Ordine non sono mai partite, ma le testimonianze raccolte e pubblicate sulla pagina Facebook di "Non una di meno – Trento", lasciavano pochi spazi a dubbi.

"Sabato mattina verso le 12:30 sono stata allontanata dal mio posto di lavoro dopo aver passato un venerdì notte allucinante. Lavorando in un clima allucinante come ben sapete dopo le varie frasi "bella mora vei qua dal vecio che te insegno a star al mondo" oppure "occhi di ghiaccio fame tocar le tette", ha raccontato una delle tante donne all'associazione. "La mia bambina quindicenne in quei giorni ha dovuto imparare che gli uomini sanno essere volgari, nei modi e nelle parole, lei che dopo due giorni di alpini passeggiando con me e il padre a supporto, si nascondeva dietro di me per evitare sguardi e commenti. Beh, in quel momento sono stata pugnalata, tutto il mondo di diritti e uguaglianza che ho provato a raccontargli è crollato", è lo sfogo di una mamma.

Eppure le storie sono state additate come volutamente strumentali e diffamatorie, ai danni del corpo degli Alpini: "Qualcuno vuole montare uno scandalo e infangare volontari sempre pronti a mobilitarsi per la pace e per il Paese, sono già pronte denunce e querele", continuavano a ripetere dall'Ana. "Non si possono querelare le donne che operano nell'interesse di una società migliore, ma si deve essere al loro fianco" , tuonava Gabriella Moscatelli di Telefono rosa.

Poi la svolta. Venerdì è arrivato un comunicato, firmato Ana, per esprimere solidarietà alle vittime: "In seguito agli episodi segnalati da alcune donne, durante l'adunata nazionale degli Alpini a Trento, il Comitato organizzatore, a nome dell'Ana nazionale, condanna fermamente ogni atteggiamento che possa aver dato adito a situazioni spiacevoli nei loro confronti, ed esprime piena solidarietà verso chiunque si sia sentita molestata o a disagio. L'Ana – continua la nota ufficiale – si dissocia totalmente da simili comportamenti, assolutamente estranei ai valori di rispetto, concordia e solidarietà che ogni giorno gli Alpini evidenziano nel servizio alle loro comunità e a chiunque si rivolga a loro". E, qualche riga più sotto, invitano poi le donne a farsi avanti e denunciare alle Autorità quanto hanno subito.

Le militanti, che giudicano il comunicato una "vittoria", saranno ricevute domani dall'assessora provinciale alle Pari opportunità Sara Ferrari.

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