Il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, non ha ancora sciolto la riserva. E, di conseguenza, non ha ancora stilato la lista dei ministri, che sembra possa essere redatta solamente all’ultimo insieme al capo dello Stato. Il tema rimane quello dell’equilibrio tra politici e tecnici: Draghi sembra volere più tecnici, ma probabilmente concederà ai partiti di inserire qualche figura nei ministeri del nuovo esecutivo. Il totoministri però è già partito da giorni e, ancor prima di sapere cosa succederà e quali saranno le decisioni di Draghi, vengono fatti nomi di esponenti di partito e di tecnici che potrebbero entrare nella squadra di governo.

I ministeri economici

La prima indiscrezione che circola è quella sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio: si parla di Luisa Torchia, ma anche di Daniele Franco. Ci sono poi i ministeri economici. Per il Mef i nomi in corsa sono tanti: lo stesso Daniele Franco, ma anche Fabio Panetta e una possibile conferma anche per Roberto Gualtieri. Si parla anche di Luigi Federico Signorini, di Lucrezia Reichlin e di Dario Scannapieco. Per il Mise – sempre che non venga incorporato nel ministero della Transizione ecologica – i nomi sono quelli di Marcella Panucci e Vittorio Colao, ferma restando l’ipotesi della conferma di Stefano Patuanelli. Se l’Ambiente dovesse essere accorpato nel nuovo super-ministero della Transizione ecologica il favorito sarebbe Enrico Giovannini. Che, altrimenti, potrebbe andare al Lavoro, dove sarebbe in ballottaggio con Tito Boeri.

I nomi per i ministeri più ‘pesanti’

Per la Giustizia sembra sempre più probabile la nomina di Marta Cartabia, ma si fa anche il nome di Paola Severino. All’Interno possibile conferma per Luciana Lamorgese, mentre alla Salute spera in una conferma anche Roberto Speranza. Altrimenti si fanno i nomi della rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, della virologa Ilaria Capua o del coordinatore del Cts Agostino Miozzo. Per l’Istruzione favorito è Patrizio Bianchi, ma possibilità vengono date anche a Lucrezia Reichlin. Possibile conferma alla Cultura per Dario Franceschini e alla Difesa per Lorenzo Guerini: qui l’alternativa è rappresentata dal generale Claudio Graziano.

I ministri per le caselle estere

Spera in una conferma agli Esteri Luigi Di Maio: la concorrenza è rappresentata da Elisabetta Belloni e Marta Dassù. Belloni in lizza anche per gli Affari europei, così come Enzo Moavero Milanesi. Per le altre caselle ci sono più dubbi sull’Agricoltura, che potrebbe restare a Italia Viva con Teresa Bellanova. Agli Affari regionali possibile un’altra conferma, quella del Pd Francesco Boccia. Altro nome ricorrente è quello di Carlo Cottarelli: o per un ministero strettamente economico o per la Pubblica amministrazione, dove la concorrenza è con la Lega. Per i Rapporti con il Parlamento ricorre il nome di Antonio Malaschini, ma anche quello del pentastellato Patuanelli.

I ministri partito per partito

In questa partita, però, vogliono rientrare anche i gruppi parlamentari. Avranno poche caselle da occupare e non è detto che possano realmente incidere sulle scelte di Draghi. Il Pd punta su Franceschini, Guerini, sul vicesegretario Orlando e in caso di nomi al femminile su Debora Serracchiani e Anna Ascani. Il M5s vuole confermare Di Maio, Patuanelli e anche Riccardo Fraccaro. Per Forza Italia si ipotizza di affidare gli Affari europei ad Antonio Tajani, ex commissario Ue ed ex presidente dell’Europarlamento: altrimenti in lizza ci sarebbero Anna Maria Bernini e Mara Carfagna. La Lega potrebbe puntare tutto su Giancarlo Giorgetti, vicino a Draghi, ma sono stati avanzati anche i nomi di Giulia Bongiorno ed Erika Stefani. Rimane alla porta, nella speranza di entrare, anche Matteo Salvini. Per Italia Viva la lotta sembra essere tra Teresa Bellanova e Maria Elena Boschi, anche se non viene escluso il nome di Ettore Rosato.