Giovanni Toti come nuovo leader di Forza Italia? "Io mi presenterò di sicuro, l'ho detto. Mi sembra il minimo dell'educazione dopo aver fatto tanta confusione. Tirarsi indietro sarebbe francamente improprio". Così il presidente della Regione Liguria e neo coordinatore nazionale forzista nominato da Silvio Berlusconi insieme a Mara Carfagna, in diretta da Agorà su Rai3 ha risposto alla domanda se si candiderà alla guida del partito.

Qualche giorno fa, ospite a Rai Radio1, Toti aveva affermato che probabilmente le primarie di Forza Italia verranno indette per il prossimo autunno: "Quando fare le primarie? Credo che ottobre e novembre siano ragionevolmente i mesi in cui poterle fare". "Temo che all'interno di questo centrodestra non ci sia una sensibilità reale verso chi vuol far crescere questo Paese, mentre ci sia un po' di faciloneria da un lato e di demagogia dall'altro", ha aggiunto Toti oggi. "Poi staremo a vedere se questo è dettato da un'unione un po' contro-natura di questo governo, diciamo, oppure è qualcosa che si è insinuato profondamente nel Dna della Lega", ha continuato il governatore ligure, mettendo a tacere chi lo accusava di essere più in linea con la corrente sovranista che con il suo stesso partito e chi temeva in un voltafaccia di Toti a favore del Carroccio. La Lega resta un alleato con cui collaborare, ha precisato Toti, ma "nessuno mai ha pensato a un partito succube di altri".

Chiarita quindi la sua posizione, tra le fila di Forza Italia, adesso Toti guarda al futuro e pensa alla riorganizzazione del partito. Il presidente della Liguria fa riferimento a "organi rappresentativi scelti dal basso, non solo dagli iscritti e dai militanti di Forza Italia, ma anche da tanti simpatizzanti e aderenti a liste civiche": una riforma quindi che prevede un'agenza politica dettata dal basso, da "un'assemblea rappresentativa molto vasta e composta da tante anime", in chiusura quindi con un passato che ha sempre visto Berlusconi come indiscusso protagonista.

Riguardo al ruolo del Cavaliere, con cui Toti si era reso protagonista di uno scontro verbale nelle scorse settimane, il presidente della Liguria afferma: "È evidente che Berlusconi avrà sempre una parola importante all'interno, ma nel momento in cui ci sarà una collettività di persone scelte in modo democratico che si esprimerà, la linea politica del partito si farà negli organismi assembleari e il coordinatore sarà tenuto a portarla avanti".