Questa mattina i militanti di Aliud destra identitaria hanno affisso manifesti contro l'aborto, per rispondere al movimento "Non una di meno" e alla recente polemica sulla pillola ru486. I cartelloni sono spuntati in diverse zone della città, compresa la facciata dell'ospedale Valdese. "L'Italia ha bisogno di figli non di aborti", "Figli per combattere non pillole per abortire", "Libertà di vivere non di uccidere" sono alcuni degli slogan.

"Una forte risposta alle targhe pro-aborto affisse da ‘Non una di meno’ è avvenuta questa notte nei pressi dei consultori cittadini – scrive Aliud sulla sua pagina Facebook – Chi cerca di far passare la liberalizzazione dell'aborto come una battaglia di libertà non fa altro che spingere la società verso un baratro di individualismo, favorendo la disgregazione dei più inviolabili legami umani, supportato dalle logiche di mercato del mondo globalizzato.La difesa della vita è una battaglia fondamentale. La vita è il diritto fondamentale senza il quale non esiste l’uomo, la civiltà, la storia; non un capriccio di cui poter disporre liberamente con una pillola. Un popolo senza figli è un popolo morto e destinato a scomparire o ad essere invaso. L’Italia ha bisogno di figli, non di aborto!".

"È fondamentale ribadire la nostra posizione a favore della vita, sempre e comunque, contro ogni isterismo estremista. La società deve lavorare per raggiungere l'obiettivo di dare ad ogni donna la possibilità di essere madre e ad ogni bambino di nascere, non per quello di dare a chiunque la possibilità di sopprimere una vita", commenta Enrico Forzese di Fratelli d'Italia, che ha militato nell'estrema destra nel Fuan e nel gruppo Aliud.

Il capogruppo di Luv in consiglio comunale Marco Grimaldi ha annunciato di voler presenta denuncia: "Ciò che questi personaggi fanno non è informazione, ma sabotaggio del servizio sanitario e di assistenza e terrorismo psicologico. Per questo in giornata procederò a denunciarli". 

Il segretario Metropolitano del Pd Mimmo Carretta e Nadia Conticelli della Segreteria Metropolitana del partito hanno replicato all'iniziativa, bollando come "indecente la propaganda contro le donne comparsa oggi con il simbolo di una fiamma tricolore sui muri intorno all'ospedale Oftalmico di Torino. Messaggi offensivi nei confronti della salute e del corpo femminile, ridotto a incubatore di figli ‘per la patria', e lesivi della genitorialità e delle scelte consapevoli di tutti, uomini e donne". 

In una nota aggiungono: "Speculare in un momento come questo sui concetti di vita e di morte è folle e irrispettoso per tutti noi. Assistiamo in questi giorni a quello che non esitiamo definire un vero e proprio ‘imbarbarimento', che attacca i più elementari diritti e le tutele delle donne. Dalle farneticazioni di Beppe Grillo, che consapevolmente confonde vittima e colpevoli, agli esibiti tentativi della Regione Piemonte di delegittimare il servizio pubblico dei consultori come luoghi deputati per le scelte di autodeterminazione delle donne sulla propria salute e sul proprio corpo, fino ai tentativi di ostacolare il percorso parlamentare della legge Zan, contro l'omotransfobia e per il rispetto della persone. Un tale clima, violento e contro ogni regola di civile convivenza e libertà, in questo momento di fragilità economica e sociale, non può che destare la nostra preoccupazione e vederci impegnati su tutti i fronti nella difesa dei diritti e delle persone".