La prossima manovra di bilancio tutelerà i ceti medi e ci saranno i sette miliardi di euro di entrate annunciati dalla lotta all'evasione. E sembra ormai scongiurato l'aumento dell'Iva. Il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani (Pd), intervistato da Enrico Marro sul ‘Corriere della sera', conferma gli impegni presi sulla manovra di bilancio: "L'obiettivo del governo è ambizioso, ma è sostenuto da un insieme di misure incisive che saranno sottoposte al vaglio rigoroso della Ragioneria generale dello Stato. Non tutte verranno cifrate, ma il pacchetto finale sarà coerente con la Nota di aggiornamento al Def e con l'obiettivo di ridurre in misura importante i circa 110 miliardi di euro sottratti ogni anno al fisco dagli evasori".

L'ipotesi di una rimodulazione dell'Iva, secondo quanto detto dal titolare del Mef Gualtieri, non significa che ci sarà un aumento: "L'orientamento politico che abbiamo condiviso è che non ci sia un aumento del gettito Iva. In materia fiscale il governo punta nell'arco della legislatura ad un ridisegno complessivo del sistema, che riguarda innanzitutto l'Irpef e che punta a rendere meno gravosa e più equa la tassazione dei cittadini e delle imprese". In ogni caso un aumento dell'Iva su ristoranti e alberghi, a fronte di una diminuzione di quella sui pannolini, non ci sarà per il 2020.

"La manovra – ha aggiunto Misiani – va letta in un orizzonte triennale, evitando di fermarsi solo agli impegni per il 2020. Innanzitutto, verranno disinnescate in parte anche le clausole di salvaguardia per gli anni successivi, liberando spazi per le prossime manovre. Inoltre, approveremo 50 miliardi di risorse che si aggiungono a quelle già stanziate con le ultime tre leggi di Bilancio (circa 120 miliardi) e che finanzieranno un piano di investimenti pubblici che si concentrerà sulle politiche ambientali e sulle infrastrutture sociali, a partire dall'aumento dell'offerta di asili nido".

Il neo ministro della Salute Roberto Speranza sta studiando una rimodulazione del ticket sanitario, basandosi sul principio del ‘chi ha di più, pagherà di più'. Secondo la prima bozza del ddl il costo dei ticket sanitari varierà in base al costo delle prestazioni e del reddito familiare equivalente, cioè del reddito prodotto dal "nucleo familiare fiscale rapportato alla numerosità del nucleo familiare", con un tetto massimo annuale di spesa, al raggiungimento del quale l'assistito sarà esentato dal partecipare alla spesa sanitaria. La preoccupazione è che una misura così congegnata possa colpire i ceti medi. "La riforma dei ticket è un processo graduale che avvieremo e nel quale staremo ben attenti a tutelare i ceti medi. È la stessa preoccupazione che ci guiderà nella riforma dell'Irpef, anche questa un percorso a tappe", ha assicurato Misiani, che ha anche confermato l'aumento l'aumento di due miliardi nel 2020 e di un miliardo e mezzo per il 2021 di fondi destinati alla sanità: "Un aumento del fondo sanitario di queste dimensioni non avveniva dal 2014, quando peraltro fu imposto da una sentenza della Corte Costituzionale", ha spiegato.

L'assegno unico per i figli "arriverà con un provvedimento specifico, diverso dalla legge di Bilancio – ha aggiunto il viceministro – Per realizzarlo infatti bisognerà prima riordinare e unificare, come prevede il disegno di legge delega incardinato alla Camera, tutti gli strumenti in campo: detrazioni, assegni famigliari, bonus bebè, eccetera. È un lavoro molto complesso. Poi si potrà procedere".