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Tar del Lazio annulla ordinanza di Salvini su riduzione sciopero dei trasporti del 15 dicembre

Il Tar del Lazio ha dato torto a Salvini sulla riduzione dello sciopero dei trasporti da 4 ore da lui disposta con un’ordinanza lo scorso dicembre.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il Tar del Lazio ha dato torto a Salvini. Con una sentenza, con la quale ha riunito – accogliendoli entrambi – due ricorsi proposti da Usb Lavoro Privato (il primo) e da Cobas Lavoro Privato, Adl Cobas, Sgb, Cub Trasporti e AL Cobas (il secondo), il tribunale ha stabilito che il provvedimento con cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 12 dicembre scorso ha ordinato la riduzione a quattro ore dello sciopero nazionale dei trasporti di venerdì 15 dicembre, in vista del Natale, "risulta affetto da violazione di legge e da eccesso di potere per carenza di presupposto, con riferimento alla fase di impulso dell'esercizio del potere".

Il Tar, respinte le eccezioni preliminari, si è poi concentrato sulla censura con cui si lamentava la mancata individuazione, nell'ordinanza impugnata, dei requisiti di necessità e di urgenza che fondano il potere di impulso ministeriale.

I giudici, dopo aver confermato come "il potere di iniziativa officiosa del presidente del consiglio (o del ministero delegato), proprio per limitare il più possibile l'ingerenza ‘politica' sul diritto di sciopero, è contemplato unicamente nei casi in cui, oltre al fondato pericolo di un pregiudizio grave ed imminente dei diritti, sussistano e vengano adeguatamente esplicitate nel relativo provvedimento, la necessità e l'urgenza di provvedere", hanno segnalato come l'Autorità di settore "ha ritenuto opportuno soltanto adottare un invito formale alle organizzazioni sindacali ad evitare la rarefazione oggettiva dello sciopero, invito osservato, ma nulla ha ritenuto di raccomandare alle medesime Organizzazioni né tanto meno di segnalare al Ministero in ordine all'adozione dell'ordinanza di precettazione".

Ecco che allora, per il Tar, "risultavano indispensabili la chiara esplicitazione delle speciali ragioni di necessità e di urgenza" tali da legittimare l'intervento del Ministro; ma "nessuna adeguata indicazione in tal senso è dato rinvenire nel provvedimento avversato". E così facendo "il Dicastero ha finito per sovrapporre la propria valutazione a quella dell'Autorità di settore, alterando il vigente assetto regolatorio in materia".

La reazione della Lega: "Forzatura contro il buonsenso"

"Per il Tar, evitare che il Paese intero si bloccasse e che milioni di italiani rimanessero a piedi è un ‘eccesso di potere'. Per noi, la decisione del tribunale amministrativo regionale del Lazio, invece, è una forzatura contro il buonsenso. Il ministro Matteo Salvini si è impegnato a ridurre uno sciopero per garantire il diritto dei pendolari e di tutti i cittadini a circolare liberamente, permettendo loro di poter usufruire dei mezzi pubblici. Questa è la linea e non cambierà. Siamo intenzionati a tutelare gli italiani, non il weekend lungo di Landini", hanno commentato i deputati della Lega in Commissione Trasporti Elena Maccanti, Andrea Dara, Domenico Furgiuele, Riccardo Augusto Marchetti ed Erik Pretto.

I sindacati: "Ha dato ragione a noi"

‘Salvini non poteva precettare! Il TAR dà ragione a Usb sullo sciopero del trasporto pubblico locale" del 15 dicembre e "condanna il Mit al pagamento delle spese processuali". Il Tar del Lazio, ha spiega il sindacato, "ha accolto in pieno il ricorso promosso da Usb, contro la riduzione a 4 ore attraverso la precettazione messa in atto dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti Salvini. Questo atto era stato portato avanti dal ministro nei confronti dello sciopero nazionale del trasporto pubblico locale dell'intera giornata promosso da Usb e altre sigle sindacali per il 15 dicembre 2023 nel pieno rispetto delle regole, già fortemente restrittive, previste dalla normativa sullo sciopero", si legge in una nota.

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