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La morte di Alexei Navalny

Tajani prende le distanze dalla Lega su morte Navalny: “Non la penso come Crippa, colpa di Putin”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani prende le distanze dalla Lega e da Andrea Crippa, secondo cui è presto per “additare colpevoli” per la morte di Navalny: “Questa è la sua posizione. Io la penso in maniera diversa”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani traccia un solco tra Forza Italia e la Lega, prendendo le distanze dal vice di Matteo Salvini, Andrea Crippa, secondo cui è presto per individuare gli eventuali colpevoli della morte di Alexei Navalny, deceduto venerdì in Siberia, dove si trovava in stato di detenzione. "Questa è la sua posizione. Io la penso in maniera diversa", ha affermato ieri il ministro degli Esteri e vicepremier azzurro, a ‘Chesarà…' su Rai3, rispondendo a una domanda sulle parole del vicesegretario della Lega.

Secondo Andrea Crippa "additare colpevoli" sarebbe "prematuro e inopportuno finché non ci saranno prove oggettive". "Ho detto fin dall'inizio che bisogna accertare la verità, però fatto sta che lui stava in un gulag vicino al Polo Nord. Si può anche non uccidere una persona direttamente, ma la si può anche far morire, che è la stessa cosa. Non lo so se lui è stato fatto morire per come era tenuto in carcere ma comunque di fatto è stato ucciso, o direttamente o indirettamente il regime lo ha ucciso. La responsabilità è del regime di Putin? Assolutamente sì", ha aggiunto Tajani.

Le dichiarazioni di Crippa venerdì sera avevano suscitato subito polemiche, ed erano state seguite da una breve nota della Lega: poche righe per esprimere "profondo cordoglio" da parte di tutto il partito, anche dal leader Matteo Salvini, e per chiedere "venga fatta piena luce" su tutta la vicenda. Crippa si era scagliato anche contro la segretaria del Pd Elly Schlein, la quale considera "responsabile" della morte di Navalny "il governo russo". «Un crimine – ha sottolineato Schlein – che non può restare impunito. Imprigionato, avvelenato, torturato: oggi muore un uomo ucciso lentamente da un regime spietato che non ammette voci libere".

"Non so cosa succede in Russia – aveva replicato Crippa – Mi chiedo come lo facciano a sapere qui in Italia. Il Pd con una mentalità giustizialista, è già alla ricerca di colpevoli".

La posizione del vice segretario della Lega è stata duramente criticata da Carlo Calenda, il quale ha anche lanciato una manifestazione, prevista per domani pomeriggio davanti al Campidoglio, a cui aderiranno tutti i partiti: "I putiniani d'Italia sono coloro che fanno finta di non vedere che abbiamo un confronto con la Russia putiniana. Dopo l'omicidio di Navalny, perché di omicidio si tratta, perché una passeggiata a meno 50 gradi è omicidio, ieri tale Crippa della Lega ha detto: non sappiamo ancora nulla. Ma chi può essere stato, Gamba di Legno? Questo è anche disdicevole, c'è l'idea di solleticare una parte del Paese che dice: ma chi se ne frega se la Russia è così". A questo attacco la Lega ha risposto annunciando una querela.

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