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La morte di Alexei Navalny

Il team di Navalny: “Stava per essere liberato in uno scambio di prigionieri ma Putin lo ha ucciso”

Secondo il team di Alexei Navalny, il dissidente russo avrebbe dovuto essere liberato nell’ambito di uno scambio di prigionieri con gli Usa e la Germania, di cui era stato messo a conoscenza il Cremlino, ma poi è stato ucciso: “Abbiamo l’obbligo di dirvi la verità”.
A cura di Ida Artiaco
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Alexei Navalny avrebbe dovuto essere liberato poco prima della sua morte: avrebbe dovuto essere rilasciato nell'ambito di uno scambio di prigionieri con gli Usa e la Germania, ma poi è stato ucciso.

A lanciare l'indiscrezione sulla sorte del 47enne dissidente russo è stata Maria Pevchikh, presidente della Fondazione anticorruzione di Alexei Navalny, che su X, ex Twitter, ha scritto: "Abbiamo l'obbligo di dirvi la verità. Questa storia parla di come abbiamo provato a scambiare Navalny per due anni", accompagnando il messaggio ad un video pubblicato su Youtube.

Secondo Pevchikh, lo scambio, che prevedeva il rilascio di Navalny e di "due cittadini americani" in cambio della scarcerazione dell'ex ufficiale del Servizio federale per la sicurezza russo (Fsb) Vadim Krasikov, oggi detenuto in Germania per omicidio, era stato sottoposto a Vladimir Putin all'inizio di febbraio.

Sarebbe stato Roman Abramovich ad approvato la proposta di scambiare Navalny e due cittadini statunitensi con Vadim Krasikov. La proposta in questione prevedeva la liberazione, insieme a Navalny, di due cittadini americani, che sarebbero stati identificati nel giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich e nell'ex marine Paul Whelan, detenuti in Russia con l'accusa di spionaggio.

"Ho ricevuto la conferma che i negoziati erano nella fase finale la sera del 15 febbraio", ha detto Pevchikh, "il 16 febbraio Alexei è stato ucciso" nella colonia penale artica dove era detenuto. Sempre secondo Pevchikh, infatti, Putin avrebbe deciso di uccidere Navalny, che riteneva troppo pericoloso, per poi ottenere la liberazione di Krasikov con un altro detenuto politico.

La collaboratrice di Navalny ha infine anche accusato funzionari americani e tedeschi di avere fatto ritardare il possibile scambio a causa della loro passività: "Hanno fatto promesse che non hanno mantenuto", ha detto. Il Cremlino ha sempre ribadito la sua estraneità ai fatti. Sul certificato di morte è indicata la causa naturale del decesso.

Sempre il team di Navalny ha dichiarato: "Stiamo cercando una sala per l'addio pubblico ad Alexei, alla fine di questa settimana lavorativa", come ha scritto su X la ex portavoce dell'oppositore del Cremlino, Kira Yarmysh.

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