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Tajani dice che gli sbarchi di migranti diminuiscono grazie al lavoro del governo, ma non è vero

Il ministro degli Esteri dice che “già sta diminuendo il numero delle persone che arrivano da Tunisia e Libia” grazie al lavoro del governo italiano, ma non è proprio così.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Che il governo abbia preso dei provvedimenti per fermare gli sbarchi dei migranti è innegabile, sul fatto che la strategia scelta funzioni, invece, ci sono molti dubbi. Non secondo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che oggi a margine di una conferenza stampa di Forza Italia ha sottolineato come gli sforzi del governo siano stati ripagati da un calo degli arrivi. L'esecutivo ha messo sul piatto, sostanzialmente, due misure: il prolungamento dei tempi di trattenimento nei centri per il rimpatrio e la costruzione – nei prossimi mesi – di nuovi Cpr in tutta Italia. Provvedimenti che, giusti o sbagliati che siano, di certo non hanno un impatto immediato. Il tutto accompagnato dal tentativo di portare il tema all'attenzione dell'Onu e dell'Unione europea, su cui ci sono state reazioni abbastanza fredde.

Nonostante ciò, il ministro Tajani ha detto che "il governo italiano ha posto il tema all'attenzione delle Nazioni unite", ottenendo "molti riscontri positivi, soprattutto dai Paesi di partenza e da chi vuole collaborare". Poi ha spiegato che "serve molta diplomazia". Ma, secondo il titolare della Farnesina, il governo sta "lavorando intensamente", tanto che "già sta diminuendo il numero delle persone che arrivano da Tunisia e Libia" e "ci sono i primi risultati positivi". E ha concluso: "Bisogna essere ottimisti, determinati, seri. Non servono slogan ma tanto lavoro ed è quello che stiamo facendo".

Peccato che, con l'impegno del governo, il calo degli sbarchi non c'entri praticamente niente. Dopo i picchi record della scorsa settimana, la situazione a Lampedusa si sta progressivamente normalizzando e, dando un'occhiata ai dati del ministero dell'Interno, emerge che – effettivamente – negli ultimissimi giorni sono arrivate poche centinaia di persone (martedì è stato l'ultimo caso in cui sono sbarcati più di mille migranti). Ma non possiamo certo pensare che dipenda dalla costruzione, futura, di nuovi Cpr.

A spiegare cosa sta succedendo è il direttore delle operazioni di emergenza e soccorsi della Croce Rossa, Ignazio Schintu, che si trova sull'isola: "Non si prevedono arrivi né per la giornata di oggi, né per i prossimi giorni, almeno fino a martedì – ha spiegato – perché il mare è brutto, anche se traghetti e aliscafo ancora stanno viaggiando". Insomma, torniamo sempre lì: le condizioni meteo fermano le partenze, non le iniziative del governo. Anche perché, fino a che non arriveranno i soldi promessi al governo tunisino, difficilmente cambierà qualcosa.

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