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Tagli nelle terapie comportamentali per i bambini autistici: ora il PD ha scoperto che il problema esiste davvero

“E pur qualcosa si muove”: frattura nel PD della Regione Toscana. Dopo 10 mesi di silenzio qualcuno solleva dei dubbi sui tagli alle terapie comportamentali per i bambini autistici.
A cura di Saverio Tommasi
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Tagli ai rimborsi per le terapie per i bambini autistici: forse la Regione Toscana costretta a tornare indietro
Tagli ai rimborsi per le terapie per i bambini autistici: forse la Regione Toscana costretta a tornare indietro

Una fratturina nel PD Toscano, e la partita (forse) si riapre.

Facciamo un passo indietro: è da luglio 2023 che la Regione Toscana ha iniziato a tagliare i rimborsi per le terapie comportamentali per i bambini autistici. Decine di famiglie che improvvisamente si sono ritrovate senza quel sostegno economico – parziale – ma che permetteva loro di effettuare le terapie prescritte dalla stessa ASL, o da medici specializzati, per i propri figli.
In seguito ai tagli, silenzio politico completo. I genitori, per primi, hanno provato a chiedere spiegazioni, dopo che i loro rimborsi venivano rigettati. Intervistati, mi hanno raccontato di aver chiesto incontri ai rappresentanti politici, e di essere stati respinti. Di aver scritto loro, e di non avere ricevuto risposta. In qualche caso di averli supplicati, e di essere stati ancora una volta snobbati.
A quel punto i genitori delle bambine e dei bambini autistici si sono organizzati, ed è stato Leonardo Grossi per primo a lanciare una petizione online che oggi ha superato le cinquemila firme. Il senso della petizione era questo: senza i rimborsi i nostri figli non potranno accedere alle terapie, oppure potranno farlo soltanto a costo di grandi sacrifici, o potranno farlo soltanto i figli dei genitori che potranno permetterselo. I costi da sostenere per famiglia, mediamente, vanno infatti dalle 800 euro fino alle 2.000 euro al mese, a seconda dell'età e della specifica prescrizione terapeutica.
Leonardo Grossi – qui siamo intorno alla fine dell'anno 2023 – mi chiamò raccontandomi la sua storia, e come Fanpage.it decidemmo di documentarla ampliandola con altre due testimonianze. E uscì così la nostra prima inchiesta.

A questo punto qualche risultato inizia ad arrivare, qualcosa si sgretola: l'opposizione di destra, in Toscana, riceve risposta all'interrogazione che aveva presentato. Poi Europa Verde Toscana e uno dei comitati fiorentini di Possibile, pur non presenti nel parlamento della Regione Toscana, pubblicano dei comunicati per chiedere spiegazione e denunciare i tagli verso i più fragili.

La situazione diventa esplosiva, vicina all'essere "un caso nazionale". Mentre il PD nazionale rivendica infatti una sanità pubblica garantita, e di qualità, il PD in Toscana taglia le terapie comportamentali per i più piccoli.
E' una valanga: i rimborsi negati aumentano, e la Regione Toscana a febbraio taglia ufficialmente la legge 493, l'unica che li poteva garantire. Al posto di quella legge una nuova delibera, senza che però fossero chiare le finalità, e a cui le stesse ASL rispondono "non sappiamo come comportarci, non ci sono i regolamenti attuativi".
L'assessore alla Sanità in Regione Toscana, Simone Bezzini, alza le braccia, dice che stanno rimediando, che le famiglie devono stare tranquille, ma sono mesi che alcune di loro non ricevono più i contribuiti e non possono far curare i propri figli. E tranquille, le famiglie, non ci stanno.
Nei nuovi impegni della Regione figura anche "una copertura di 500.000 euro per tutta la Toscana, per un anno intero, per tutte le terapie per ogni bambino, una cifra ridicola", così la definiscono i genitori dei bambini autistici con cui continuo a parlare. "Quella non è una copertura, è la dimostrazione dei tagli messa nero su bianco", affermano.

Con Fanpage.it decidiamo così di raccontare le evoluzioni della storia con un nuovo video, e questa volta scelgo di intervistare addirittura sette famiglie, insieme. Tutte le versioni concordano: hanno paura, i tagli ci sono stati e tutti si chiedono cosa accadrà. Alcuni hanno già abbandonato le terapie, si sentono isolati, ma non è una sconfitta, continuano a pretendere una spiegazione.

Due giorni fa, sui social, il consigliere regionale PD Iacopo Melio, rispondendo a un genitore che chiedeva un commento, definisce le inchieste di Fanpage.it "assolutamente di parte e mal informate", e lo rassicura che invece va tutto bene, e che il genitore non deve preoccuparsi perché è tutto sotto controllo. Invece i genitori si preoccupano eccome, perché le terapie comportamentali sono già state tagliate, in alcuni casi da quasi dieci mesi.
A quel punto arrivano altri genitori, sotto quel commento, e spiegano al consigliere regionale che no, tutto bene non sta andando, e loro non ce la stanno più facendo.
Il silenzio del consigliere regionale PD Iacopo Melio è per molti quello più doloroso: è il consigliere regionale eletto con più voti, arrivati prevalentemente proprio per il suo precedente impegno per i diritti delle persone con disabilità.

E qui la fratturina (positiva) nel PD Toscano. La breccia che potrebbe ribaltare questa brutta storia di tagli verso i più fragili.
Il consigliere regionale il giorno dopo ci ripensa, intuisce di aver sbagliato e fa uscire un comunicato in cui qualcosa, finalmente, dice: "Condivido le preoccupazioni delle famiglie con figli nello spettro dell'autismo circa il possibile mancato rimborso della terapia Aba".

Chiariamo un concetto, ribadito più volte dai genitori con documentazione alla mano: i rimborsi, a decine di famiglie, sono già stati tagliati, non è un "possibile mancato rinnovo", è già una triste realtà. Però, in mezzo al silenzio, anche una pietruzza nello stagno è qualcosa. Molti genitori si aggrappano alle sue dichiarazioni, e così il consigliere racconta anche di aver interpellato l'assessore alla sanità Simone Bezzini, che gli avrebbe riferito di "una situazione molto complessa". Qualche genitore sorride e commenta ironico: "Strano, non ce ne eravamo accorti".

Poi il consigliere regionale PD nel comunicato conclude scrivendo di aver chiesto "un impegno alla Giunta e un coinvolgimento diretto dei genitori dei bambini nello spettro autistico".

Da fuori, può sembrare poco. E lo è, intendiamoci. Però chiunque conosca le dinamiche interne di un partito al governo, sa bene che questa si chiama "frattura". O almeno "fratturina". Riassumendo: per la prima volta il consigliere più votato in Regione si accorge pubblicamente che qualcosa non va. E' una faglia, che potrebbe allargarsi e portare la Regione Toscana a riconsiderare i tagli effettuati. Questa è la speranza dei genitori, con cui anche ieri ho continuato a telefonarmi per tutto il giorno.

E in effetti nella stessa giornata di ieri qualche altra cosa ha iniziato a muoversi, questa volta anche con Enrico Sostegni, presidente PD della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, che ha dichiarato: "È fondamentale che vi sia un confronto tra assessorato e familiari di chi non rientrerà più nei contributi previsti dalla delibera 1481/2023".

Dunque avevamo ragione noi, purtroppo. Molte famiglie sono state tagliate fuori, lo conferma anche il presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale. Ed è la prima volta che qualcuno lo dice a volte alta.
Poi Enrico Sostegni conclude: "Ci è sembrato giusto chiedere all'Assessore e ai tecnici della Giunta un approfondimento urgente in Commissione".

Nel frattempo, noi continuiamo a fare quello che dovrebbero fare i giornalisti: raccontare, e aprire faglie.

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Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
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