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Superbonus, approvato nuovo decreto per contenere i costi: stop a cessione credito e sconto in fattura

A sorpresa, durante il Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti ha presentato un nuovo decreto legge per contenere i costi del Superbonus, che sarebbe stato poi approvato.
A cura di Annalisa Girardi
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Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge per contenere i costi legati al Superbonus e limitare l'incentivazione. Sebbene non si trattasse di un provvedimento all'ordine del girono, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, a sorpresa, lo ha comunque presentato a Palazzo Chigi. In conferenza stampa, poi, il titolare del Mef ha spiegato che le misure adottate "sono tese a chiudere definitivamente la eccessiva generosità di un provvedimento che come è noto ha causato gravi effetti sulla finanza pubblica e i cui effetti, definitivamente, potremo contabilizzare tra pochi giorni quando si caricherà la finestra per tutte le fatture e i lavori eseguiti entro il 31 dicembre 2023".

Sul contenuto del decreto Giorgetti ha spiegato: "Il governo ha approvato un decreto in materia di bonus edilizi che elimina ogni tipo di sconto in fattura e cessione del credito per tutte le tipologie che ancora lo prevedevano". 

Lo scopo del decreto è appunto quello di frenare e tenere sotto controllo i costi della misura varata durante la pandemia per far ripartire il settore dell'edilizia, introducendo nuovi paletti. Costi che non hanno fatto altro che aumentare. Secondo gli ultimi dati dell'Enea (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile)  a febbraio la spesa per le casse dello Stato dedicata alle detrazioni maturate per i lavori conclusi ammontava a 114,4 miliardi di euro, con un incremento di 7 miliardi rispetto al mese precedente. Sempre a febbraio sono stati ammessi a detrazione lavori per 104,4 miliardi.

Fin dall'inizio della legislatura il titolare del Mef ha sempre insistito sulla necessità di ridimensionare l'incentivo edilizio, accusando il governo giallorosso di Giuseppe Conte di aver creato un buco nelle casse dello Stato. Non solo, Giorgetti – mesi fa, prendendo la parola dal palco di Atreju – aveva definito il Superbonus come della "morfina di Stato" e una "centrale radioattiva", affermando: "Quando fai un’operazione hai dei dolori pazzeschi e ti danno la morfina. Poi l’anestesista deve ridurre l’ammontare della morfina, ma il paziente dice che vuole averla ancora perché così non sente niente. Così è andata col Superbonus: il Superbonus nel momento di massima emergenza per l’economia poteva avere senso, ma bisognava cominciare subito l’operazione di disintossicazione da questa cosa. Adesso è una sorta di centrale nucleare, la paragono a Chernobyl: abbiamo messo sabbia e cemento, ma continua a emanare radioattività".

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