Strage di Cutro, interrogazione di Lucano alla Commissione Ue: “No all’archiviazione senza verità”

La strage di Cutro, il naufragio del febbraio del 2023 al largo delle coste della Calabria in cui persero la vita 94 persone, resta una vicenda che attende ancora giustizia. Mentre in Crotone si sta svolgendo il processo di primo grado per accertare le responsabilità nel ritardo dei soccorsi, anche la Commissione europea viene investita della questione.
La vicenda sta assumendo contorni sempre più drammatici anche grazie alle evidenze che stanno venendo fuori durante il processo. Rimbalzi di responsabilità, omissioni, ritardi e superficialità che hanno accompagnato quella notte, fanno immaginare che quelle 94 persone potessero essere salvate. Mimmo Lucano, parlamentare europeo di Avs ha presentato una interrogazione a risposta scritta alla Commissione europea per ricostruire la verità di quelle ore.
"Quelle persone potevano essere salvate"
"Io so che 94 persone sono morte a pochi metri dalla riva, che il Mar Ionio ha restituito i corpi di bambini che potevano essere salvati, che quella notte esistono domande che attendono ancora risposte e responsabilità che devono essere pienamente accertate" scrive Mimmo Lucano in una nota in cui ha annunciato l'interrogazione. Lo stesso Lucano andò a Cutro nelle ore successive al naufragio provando dal primo momento a capire la dinamica dei fatti.
"Il giorno dopo quella tragedia mi sono recato a Cutro. Davanti a quel mare non ho visto l'azzurro delle cartoline. Ho visto un blu oltremare, denso, quasi violaceo, profondo e pesante come un sudario. Un mare che non sembrava cullare la vita, ma gridare al cielo la morte di donne, uomini e bambini. Una morte che non può essere attribuita soltanto alla violenza del mare, ma che impone di interrogarsi sulle decisioni, sui ritardi e sulle omissioni che hanno segnato il confine tra la vita e la morte" scrive Lucano.
Con l'interrogazione presentata oggi l'europarlamentare italiano chiede di accertare la verità sulla strage di Cutro, ma soprattutto di ricostruire le responsabilità istituzionali e operative rispetto agli obblighi europei in materia di ricerca e soccorso in mare. Nella notte della strage oltre alle autorità italiane che monitoravano il tratto di costa calabro scenario del naufragio, erano attivi anche gli agenti di Frontex, l'agenzia europea per il controllo delle frontiere, al centro di accesi scontri politici rispetto al suo operato ed ai presunti respingimenti avvenuti nel Mediterraneo centrale nei confronti di migranti a bordo di imbarcazioni alla deriva.

"Vogliamo la verità"
"Su Cutro non può esserci archiviazione senza verità. È necessario chiarire omissioni, ritardi, scelte e responsabilità. Il richiamo a Pasolini non è quello di un colpevole individuale, ma di responsabilità diffuse, di un sistema di opacità e di disumanità che non può trovare giustificazione quando sono in gioco vite umane" sottolinea Mimmo Lucano. Il riferimento è chiaramente al processo in corso a Crotone dove si stanno passando al vaglio le posizioni di 6 ufficiali appartenenti alla Guardia Costiera italiana e della Guardia di Finanza che devono rispondere dei reati di naufragio ed omicidio colposo plurimo. Si sono costituite come parte civile al processo Amnesty International e Mediterranea Saving Humans, la fase dibattimentale è entrata nel vivo dopo le testimonianze dei partenti delle vittime che sono arrivate in Calabria da ogni parte del mondo.
Al momento il processo si sta tenendo a porte chiuse con il divieto di riprese e registrazioni radiofoniche per decisione del collegio del tribunale. Al processo dovranno essere ascoltati, come persone informate dei fatti, anche il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi ed il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. "Quelle persone avevano attraversato il mondo per mettersi in salvo. Per questo, per quelle vite spezzate e per le loro famiglie, continuerò a chiedere verità, giustizia e responsabilità", conclude Lucano.