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Stop al fumo all’aperto: a Torino sigarette vietate a meno di 5 metri dalle altre persone

A Torino scatta il divieto di fumo all’aperto in un raggio minimo di 5 metri dalle altre persone. Sarà vietato fumare nei dehors, parchi, manifestazioni e fermate dei bus. Previste multe fino a 100 euro per chi non rispetterà le nuove regole.
A cura di Giulia Casula
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Dopo Milano e Modena, anche a Torino scatta il divieto di fumo all'aperto. Lo norma riguarderà parchi, manifestazioni, fermate degli autobus, dehors. In questi casi chiunque si trovi a una distanza inferiore a 5 metri dalle altre persone non potrà fumare qualunque tipo di sigaretta, neppure quelle elettroniche o a tabacco riscaldato.

Lo stop, contenuto all'interno di una delibera approvata dal consiglio comunale torinese che interviene sul Regolamento di polizia urbana, sarà in vigore tra due settimane (dopo la pubblicazione su albo pretorio). Per chi non rispetterà il divieto sono previste sanzioni fino a 100 euro, anche se i più critici hanno già avanzato alcune perplessità su come effettivamente potranno essere garantiti i controlli.

Dove sarà vietato fumare all'aperto: stop a dehors e fermate dei mezzi

La modifica all'articolo 7 del Regolamento di polizia urbana introduce il divieto di fumo all'aperto a meno di 5 metri di distanza dalle altre persone per chi attende alla fermata del bus, per chi partecipa a una manifestazione, per chi si trova nei parchi o nei dehors. Non sarà possibile fumare quindi ai tavolini di bar e ristoranti all'aperto neppure se si tratta di una pipa, di un sigaro, di una sigaretta elettronica o di una a tabacco riscaldato. Solo il consenso esplicito di tutti i presenti potrà far decadere il divieto, consentendo di fumare a chi lo desideri. Nessuna deroga è prevista, invece, nel caso in cui vicino a noi si trovino bambini o donne in gravidanza: in queste circostanze sarà sempre vietato fumare.

La stretta introdotta dal capoluogo piemontese entrerà in vigore tra due settimane e prevede multe fino a 100 euro per chi non rispetterà le nuove regole. Resta da capire come la polizia urbana riuscirà a garantire il rispetto del divieto, a partire dalla verifica della distanza minima consentita.

Per Silvio Viale, consigliere comunale in quota +Europa e autore della proposta, si tratta di "una misura sanitaria, ma soprattutto di una questione di rispetto dei non fumatori e di buona educazione". E a chi si chiede dubbioso come la Polizia urbana riuscirà ad applicare il divieto e garantire il rispetto della distanza dei 5 metri, Viale risponde: "Anche per chi passa con il semaforo rosso spesso non ci sono controlli ma questa norma dà un indirizzo culturale ben preciso". L'obiettivo auspicato dal consiglio comunale torinese quindi non sarebbe quello di introdurre una misura proibizionista, quanto piuttosto di innescare un cambiamento culturale.

Le altre città che hanno introdotto il divieto di fumo all'aperto

Torino non è la prima grande città ad aver introdotto lo stop al fumo all'aperto. Prima del capoluogo piemontese anche Milano con un regolamento entrato in vigore nel 2021 ha vietato ai cittadini di fumare ovunque ci si trovi a meno di 10 metri da altre persone, a partire dalle fermate dei mezzi pubblici, nei cimiteri e allo stadio. Il divieto è stato approvato all'unanimità anche dal Comune di Modena che lo scorso anno emanato un'ordinanza che proibiva di fumare in alcuni luoghi pubblici considerati sensibili come parchi, aree gioco, scuole, università o vicino agli ingressi di uffici pubblici.

Misure simili sono stati introdotte anche in alcune località turistiche italiane come nelle spiagge di Bibione, Olbia, Porto Cesareo, Anzio, Rimini e Sanremo. Al momento non esiste una normativa nazionale, ma lo scorso anno il ministro della Salute Orazio Schillaci aveva annunciato di star lavorando a un decreto contenente regole stringenti sul fumo all'aperto, nuovi divieti per le sigarette elettroniche e multe fino a 275 euro.

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