"Aiutateci a tenere sotto controllo il contagio". È l'appello lanciato ai giovani dal ministro della Salute Roberto Speranza che al quotidiano ‘la Repubblica' commenta così l'ordinanza firmata ieri, e in vigore da oggi, che sospende ‘attività del ballo' e obbliga all'uso della mascherina all'aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi in cui si verificano assembramenti. Il ministro spiega che si tratta di "un sacrificio" "inevitabile per affrontare la sfida dell'apertura delle scuole, il vero cuore delle relazioni sociali del Paese".

"Non vogliamo chiudere in casa i ragazzi né rovinare le loro vacanze. Credo che possano continuare a divertirsi rispettando le uniche tre regole che sono rimaste: mascherine usate correttamente anche all'aperto, distanziamento di almeno un metro per interrompere la catena dei contagi e igiene delle mani", spiega il ministro. "Purtroppo dobbiamo fare i conti con un dato di fatto: l'età media dei contagiati nelle ultime settimane è scesa vertiginosamente, siamo intorno ai 39 anni e ci sono alcuni ragazzi in condizioni severe. È chiaro che il virus fa più male ai grandi e i più giovani pagano un prezzo meno alto, ma possono portarlo a casa. Difendere loro significa difendere il Paese", dice ancora Speranza.

"Tra meno di un mese dobbiamo riaprire scuole e università in sicurezza. E non possiamo sbagliare. Non c'è un finale già scritto in questa partita, dipende dai nostri comportamenti e tutti, a cominciare dai ragazzi, dobbiamo esserne consapevoli'.

"Stiamo investendo risorse come non mai sulla scuola, ben vengano le assunzioni di nuovi insegnanti e i banchi nuovi. Da ministro della Salute ho molto a cuore la ricostruzione di un rapporto strutturale tra scuola e sanità", spiega Speranza, aggiungendo che "nel 1961 è stata approvata una norma sulla medicina scolastica, poi sparita negli anni 90 nella fase dei tagli. Ora va recuperato, non possiamo lasciare soli presidi e insegnanti. Il rapporto tra dipartimenti di prevenzione e istituti, il radicamento e la forza dei medici di medicina generale sarà il primo passo in questa direzione".

Speranza però sottolinea che "il quadro italiano è decisamente migliore di quello della più parte dei paesi europei, oggi meno di 500 casi contro i 3000 di Francia e Spagna. Ma la tendenza alla ripresa dei contagi deve farci rialzare, senza allarmismi, il livello di attenzione per non vanificare il vantaggio accumulato grazie al sacrificio di tutti".

"L'auspicio è che arrivino presto sul mercato molti altri test, Li diffonderemo il più possibile. Questo ci aiuterà nella velocità della diagnosi. Stiamo considerando anche l'ipotesi di test salivari", "valutiamo giorno per giorno. L'Rt (indice di contagio) non è scritto nel cielo, dipende da noi. Abbiamo investito più soldi nella sanità negli ultimi cinque mesi che negli ultimi cinque anni: 500 milioni nel decreto agosto per recuperare le liste d'attesa nel sistema sanitario, 3,2 miliardi nel decreto rilancio, un miliardo e mezzo nel decreto dl marzo. Stiamo investendo su quello che è ancora un candidato vaccino. Se andrà tutto bene a fine anno avremo le prime dosi. Nel frattempo governo e regioni continueranno a lavorare fianco a flanco riconoscendo le differenze territoriali cosi come abbiamo cominciato a fare nella fase dl uscita dal lockdown".