Sondaggi politici, la Lega scende ancora: Vannacci sale al 3,5%, quanti voti toglie al centrodestra

A più di un mese dal divorzio con Vannacci e a pochissimi giorni dal referendum sulla giustizia, la Lega scende ancora nei sondaggi. Si ferma al 6,6% appaiata con Alleanza Verdi-Sinistra. Prosegue l'erosione di consensi nel centrodestra a opera dell'ex generale. Il suo partito, Futuro Nazionale, sale a 3,5% (allo stesso livello di Azione). Fratelli d'Italia è stabile, al 29,4%, seguito dal Pd. Bene il Movimento 5 Stelle. Ecco nel dettaglio che cosa dice l'ultimo sondaggio di Swg.
Le intenzioni di voto e i consensi ai partiti
Tra pochi giorni si giocherà una partita importante per il centrodestra. Il referendum sulla giustizia è alle porte e la premier sta tentando il tutto per tutto per convincere gli indecisi e far vincere il Sì. In questo momento l'attenzione della maggioranza è rivolta all'appuntamento del 22 e 23 marzo, quando i cittadini italiani saranno chiamati a decidere se promuovere o bocciare la riforma Nordio. Lunedì prossimo, dopo settimane di tensioni e polemiche che hanno radicalizzato lo scontro tra politica e magistratura, conosceremo l'esito di un match che si preannuncia un testa a testa fino all'ultimo minuto.
Fino a questo momento Fratelli d'Italia ha evitato di contrassegnare la riforma con simboli di partito e anche ieri Meloni ha ribadito che il referendum non sarà un voto su di lei. Per mandare a casa il governo – ha ripetuto – ci saranno le politiche, nel 2o27. È chiaro però che una bocciatura sarebbe una sconfitta su tutti i fronti. Perdere il referendum, dopo tre anni di successi elettorali, creerebbe una prima crepa nel robusto muro di consensi costruito attorno alla maggioranza. Sopratutto a Fratelli d'Italia, che oggi è al 29,4% e traina l'intera coalizione.
In questi mesi il centrodestra ha già perso qualche pezzo. La Lega è scesa al 6,6% (-0,2% nell'ultima settimana), il risultato peggiore da quando il partito di Matteo Salvini è tornato al governo, nel 2022. Il calo del Carroccio è dovuto principalmente all'ingresso nello scenario politico di Futuro Nazionale, oggi al 3,5% (+0,1%), e ha finito per modificare gli equilibri della maggioranza, avvantaggiando Forza Italia. Gli azzurri registrano una flessione dello 0,2% e si piazzano all'8,0%, accreditandosi definitivamente come il secondo partito di governo.
Nel centrosinistra invece, segno positivo per il Movimento 5 Stelle, che incassa tre decimi e sale al 12,3%. Nessuna grande variazione per il Pd, al 21,7% (-0,1%), mentre Alleanza Verdi-Sinistra raccoglie il 6,6% (-0,2%).
Infine i partiti più piccoli: Azione, prende il 3,5% (+0,2%), seguita da Italia Viva, al 2,3% (-0,1%) e da +Europa, all'1,5%. Chiude Noi Moderati con l'1,1% (+0,1%).