Il partito di Matteo Salvini continua a crescere. Nonostante gli scontri interni al governo, il caso dei presunti fondi russi, la Tav e l'emergenza migratoria, la Lega aumenta ancora i propri consensi, raggiungendo il 38,1%. Un sondaggio dell'Agenzia Dire, realizzato in collaborazione con ‘istituto Tecnè, evidenzia come in una sola settimana il Carroccio sia cresciuto dell'1,1%, stabile nella sua tendenza positiva. Il Pd, secondo i risultati delle interviste realizzate fra il 24 e il 25 luglio, emerge invece in calo rispetto agli ultimi dati, quelli ottenuti lo scorso 18 luglio. Con un 22,7% si registra infatti un calo di 0,9 punti percentuali. Abbastanza stabile il Movimento Cinque Stelle, leggermente in risalita, che si consolida al 17,5%. In leggera diminuzione invece sia Forza Italia che Fratelli d'Italia, rispettivamente al 7,8% e 6,3%.

Dei numeri in sostanza in linea con le tendenze degli ultimi mesi. L'elemento interessante che emerge dal sondaggio riguarda piuttosto l'attitudine degli italiani rispetto al voto anticipato. Infatti, il 40,5% degli italiani sarebbe favorevole a tornare ai seggi, contro un 38,4% che ritiene invece che il governo dovrebbe andare avanti. Il 21,1% non ha invece un'opinione a riguardo.

Gli elettori della Lega hanno fretta di tornare alle urne. Se allo scorso aprile, prima quindi delle elezioni europee, gli elettori leghisti che volevano continuare l'esperienza di governo a fianco del M5S erano l'81%, ora sono appena i 56%. Quelli che volevano invece andare a votare sono diventati, dal 16% di aprile, un 39% a luglio. Per quanto riguarda invece gli alleati nell'esecutivo, il cambiamento è nettamente più lieve: lo scorso aprile l'89% degli elettori pentastellati voleva che il governo gialloverde andasse avanti, mentre ad oggi a pensarlo è il 74%. Chiaramente, andrebbero volentieri al voto gli elettori dell'opposizione, in primis quelli del Partito democratico. Anche quelli di FI e FdI, tuttavia, tornerebbero ai seggi, nella speranza di riformare il blocco del centrodestra.

Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè Italia, ha spiegato al Giornale che l'origine del risultato è nelle tensioni continue fra le forze di maggioranza. "Moscopoli non ha influito affatto. Il punto è che l'Italia ha le ferite della crisi, c'è voglia di ripartire e questi litigi vengono visti come elementi che frenano la ripresa. Alla gente interessa lo stipendio a fine mese. Ci si aspettava che dopo le Europee, caratterizzate da altissima tensione, si recuperasse equilibrio, e ciò non è avvenuto. Salvini ha cambiato l'agenda, spostando l'attenzione dalle sole migrazioni alle priorità economiche e assumendo l'atteggiamento da premier, entrando in competizione con 5 stelle e Conte. Questo paga elettoralmente ma causa liti e fa desiderare il voto", ha commentato. Ma perché tutti gli scandali che hanno coinvolto il Carroccio, non ne hanno mai minato i consensi? Secondo Buttaroni, la stessa cosa è successa anche al M5S, ormai un anno fa: "È quel che accadde un anno fa ai 5 stelle con lo scandalo dello stadio di Roma. Nonostante tutto, crescevano nei consensi, perché l'attenzione era concentrata sul messaggio politico del reddito di cittadinanza. Ora la Lega è in crescita per l'incontro con i sindacati e le parti sociali, per l'attesa della riforma fiscale. Probabilmente ha preso il punto che ha perso il Pd. In più ha guadagnato perché Conte si è schierato apertamente per la Tav e questo ha fatto crescere i consensi di Salvini".