L'ultima Supermedia realizzata da YouTrend per Agi mostra un aumento di consensi per il Partito Democratico e per il centrodestra. E un deciso calo del Movimento Cinque Stelle, che in attesa degli Stati Generali che si terranno solo dopo che verrà celebrato il referendum sulla riforma che taglia il numero dei parlamentari, è in attesa di una riorganizzazione interna. E intanto si trova in evidente difficoltà, tanto da perdere più di un punto percentuale, rispetto alla Supermedia di due settimane fa, quella del 23 gennaio: il Movimento Cinque Stelle è al 14, 4% (-1,3), che è in assoluto il peggior dato per i pentastellati da molto tempo.

Il Partito Democratico invece, probabilmente sull'onda del risultato portato a casa in Emilia-Romagna, continua a salire: è al 20,3% (+1,0). Il primo partito rimane sempre la Lega, che continua a crescere, anche se lievemente: il Carroccio è al 30,9% (+0,1). All'interno della coalizione di centrodestra il partito che cresce maggiormente, confermando anche una tendenza delle scorse settimane, è Fratelli d'Italia, che si porta al 11,4% (+0,5). Buona performance anche di Forza Italia, che guadagna lo 0,1% e arriva al 6,6%. Un effetto probabilmente della vittoria ottenuta alle elezioni regionali in Calabria, dove è stata eletta l'azzurra Jole Santelli.

Nell'area di governo va male anche Italia viva, la creatura di Matteo Renzi, che proprio ieri sera ha messo in difficoltà l'esecutivo annunciando il suo no al compromesso che Pd, M5s e Leu hanno raggiunto, grazie anche alla mediazione del presidente del Consiglio Conte, sulla riforma della prescrizione messa a punto dal Guardasigilli Alfonso Bonafede. Immutato il consenso per La Sinistra (2,7) e Verdi (2,0). Mentre Azione di Calenda (2,2) e +Europa (2,0) scendono leggermente.

Complessivamente il bilancio per la maggioranza giallo-rossa è negativo: Pd, M5s, Iv e Leu perdono lo 0,4% e insieme arrivano al 41,5%. Mentre il centrodestra va su, con un +0,7%, sfiora il 50% (49,8). Per la coalizione all'opposizione è il miglior riscontro mai ottenuto, se lo paragoniamo al dato delle politiche del 2018, (quando Lega, FI e FdI insieme arrivarono al 37,1%), al dato delle elezioni europee (49,5%), e alla rilevazione fatta alla nascita del governo Conte II, quando il centrodestra era sondato al 46,3%.