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Sondaggi politici, il Pd perde voti ma oggi vincerebbe le elezioni: Lega e FI trascinano giù il centrodestra

Il Partito democratico registra un calo importante dei consensi. Dall’altra parte, però, va anche peggio alla maggioranza, dove Lega e Forza Italia sono ancora in discesa. Chi ci guadagna è Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che supera il 7%. Ecco i risultati del nuovo sondaggio politico di Swg.
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A cura di Luca Pons
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Il Partito democratico si trova ad affrontare un calo nei consensi proprio nella settimana in cui Giuseppe Conte crea nuovamente scompiglio parlando di Russia e spinge anche Elly Schlein a intervenire direttamente. Se il campo largo riuscisse a mettere da parte le divisioni, però, oggi avrebbe i numeri per vincere nonostante la flessione dei democratici. Il centrodestra, infatti, resta in forte difficoltà soprattutto con Forza Italia e la Lega. Continua la crescita di Roberto Vannacci con il suo Futuro nazionale, arrivato a superare il 7%. Ecco i risultati il nuovo sondaggio politico di Swg per TgLa7.

Fratelli d'Italia è al 27%. Il partito di Giorgia Meloni resta stabile nei consensi, anche se si trova in uno dei punti più bassi dall'inizio della legislatura. Non c'è una ripresa, dunque, ma perlomeno il calo si ferma – per il momento – dopo mesi complicati. Non si può dire lo stesso per i due alleati di maggioranza.

Forza Italia è al 7,4% con un calo dello 0,2%. La Lega, invece, è al 5,5%. Anche il Carroccio perde due decimi. Era da quasi dieci anni che i leghisti non toccavano un punto così basso nei consensi, e la guida di Salvini resta potenzialmente in bilico, anche ad oggi nessuno nel partito sembra intenzionato a metterla direttamente in discussione.

Considerando anche l'1% stabile di Noi moderati, il centrodestra ottiene il 41% dei voti. È decisamente meno di quanto preso alle elezioni politiche del 2022 (rispetto ad allora FdI è cresciuto leggermente, FI è sceso e la Lega è crollata) ed è probabile che non basterebbe per vincere le prossime. Non è un caso che la maggioranza, quando ha scritto la nuova legge elettorale che è in discussione in questi mesi, abbia fissato l'asticella per ottenere il premio di maggioranza al 42%: era un risultato che contava di poter ottenere facilmente, giocandosela testa a testa con le opposizioni. Oggi, almeno stando ai sondaggi, il centrodestra non raggiungerebbe quell'asticella.

Non che dall'altra parte non ci siano problemi. Il Partito democratico scende al 20,6% registrando un -0,3% nel giro di una settimana. La flessione dei democratici è lenta ma piuttosto costante, la si vede nei sondaggi da mesi. Il Pd ottenne il 24% alle elezioni europee del 2024; oggi sembra tornato in quella fascia del 19-21% in cui si trovava prima. Resta da vedere se il calo continuerà, si stabilizzerà o verrà invertito.

Il Movimento 5 stelle è al 13%, con un +0,1%. Nelle ultime settimane il M5s ha visto un trend positivo, anche se contenuto, nei sondaggi. Le uscite di Conte sull'Ucraina hanno creato scompiglio nel campo largo, soprattutto con la prospettiva di decidere la linea sul sostegno militare a Kiev "con le primarie", ma potrebbero essere servite a mobilitare l'elettorato pentastellato; d'altra parte, la leadership del Movimento deve tutelarsi nel caso in cui Alessandro Di Battista dovesse scendere in campo con una propria lista, pronta a rubare i voti più anti-sistema e anti-riarmo al M5s.

Alleanza Verdi-Sinistra è stabile al 6,5%. Italia viva di Matteo Renzi prende il 2,4% (+0,1%), mentre +Europa l'1,2%. Con queste componenti sommate, il campo largo arriverebbe al 43,7% dei voti e potrebbe vincere agevolmente le elezioni. Ma come ha dimostrato il litigio su Ucraina e primarie, è più facile a dirsi che a farsi.

Fuori dalle coalizioni resta Azione di Carlo Calenda, con il 3,3% (-0,1%), e Futuro nazionale di Roberto Vannacci, che arriva al 7,2%. Una crescita di tre decimi, la più significativa tra tutte le forze politiche. Nel sondaggio di Swg, dunque, l'aumento dei consensi dei vannacciani non si è ancora fermato: ora nel mirino c'è Forza Italia da superare. Poi, a un certo punto, bisognerà decidere come muoversi alle prossime elezioni.

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