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Sondaggi politici, Giorgia Meloni non ha rivali tra i leader: Fdi nel 2026 ancora sopra il 29%

Fanpage.it pubblica l’ultimo sondaggio dell’Osservatorio Delphi sulle aspettative per il 2026 e sulle intenzioni di voto degli italiani: vediamo chi sale e chi scende nel 2026.
A cura di Annalisa Cangemi
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L'ultimo sondaggio dell'Osservatorio Delphi, progetto nato dalla collaborazione di Piave Digital Agency, agenzia di comunicazione politica, e Sigma Consulting, istituto di ricerca sociale, economica e di mercato, che Fanpage.it pubblica in esclusiva, si concentra questa volta sulla questione del leader. Esiste un'alternativa a Giorgia Meloni? La risposta breve è a questa domanda è che in questo momento non esiste un nome in grado di competere con lei. Ma vediamo più nel dettaglio.

Il 69% degli intervistati ha dichiarato che in vista delle elezioni politiche del 2027, a guidare il centrodestra dovrebbe essere ancora Giorgia Meloni. Con un distacco notevole, al secondo e terzo posto si collocano Matteo Salvini, con il 13%, e Antonio Tajani, indicato dal 12% degli elettori. Un 4% fa il nome dell'ex presidente del Veneto, il leghista Luca Zaia.

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La fiducia nel governo: la classifica dei ministri

Agli elettori è stato chiesto anche di esprimere un giudizio sulle ministre e sui ministri con portafoglio, dopo più di tre anni di governo. Nel podio come si vede dall'immagine c'è ancora la premier Meloni, seguita dal ministro dell'Economia Giorgetti e dal ministro della Difesa Crosetto. In fondo alla classifica troviamo la ministra del Turismo Daniela Santanchè, che in questi anni ha fatto molto parlare di sé per le inchieste giudiziarie in cui è coinvolta. Da notare che il ministro dei Trasporti, nonché viceprmeier, Matteo Salvini, si trova solo all'ottavo posto, a pari merito con i ministri dell'Università e dell'Istruzione Bernini e Valditara.

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Le intenzioni di voto

Il sondaggio realizzato dall'Osservatorio Delphi si concentra anche sulle intenzioni di voto degli italiani, raccolte nel periodo 5-16 dicembre. Fratelli d'Italia conduce con il 29,2%, seguito dal Pd di Schlein, al 21,5%. Staccato troviamo il M5s di Conte, al 14,4%. Si registra ancora un testa a testa tra la Lega e Forza Italia: gli azzurri di Tajani sono all'8,7% mentre il Carroccio di Salvini è all'8%. Tornando nel campo del centrosinistra, Avs è al 6,5%, mentre le due forze centriste, Azione di Calenda e Italia viva di Renzi, sono rispettivamente al 3,3% e al 2,2%. In fondo alla lista c'è Più Europa, all'1,9%, seguita da Noi Moderati di Lupi, quarta gamba del centrodestra, all'1%.

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Che anno sarà il 2026?

‘Quali sono le sue aspettative per il 2026, rispetto al 2025, per ciascuno dei seguenti aspetti?' È la domanda che è stata posta agli elettori, passando in rassegna vari ambiti, dalla vita personale a quella professionale, dalla situazione politica ed economica italiana agli scenari internazionali. Ebbene, il quadro che emerge non è rincuorante.

Nessuno degli aspetti considerati dovrebbe migliorare, secondo le previsioni degli italiani. La vita personale e il benessere saranno sostanzialmente uguali per il 43% dei cittadini. E anche la vita professionale sarà identica, in questo caso per il 45% degli intervistati. La salute migliorerà secondo il 34% degli intervistati, sarà sostanzialmente uguale per il 47%, peggiorerà per il 10%. La situazione internazionale invece nel 2026 dovrebbe andare a peggiorare per il 31% degli intervistati; rimarrà uguale secondo la valutazione del 26% degli intervistati, mente migliorerà per il 31%.

La maggior parte degli intervistati invece la vede nera per la situazione economica italiana: il 38% pensa che in questo settore le cose andranno peggio; il 28% non si aspetta cambiamenti; l'8% risponde ‘non saprei'; il 26% immagina cambiamenti positivi. Simili le valutazione sulla situazione politica italiana: il 37% che le cose andranno peggio; il 31% non si aspetta grandi scossoni, ritenendo che tutto rimarrà come è; il 22% invece è più ottimista e si divide tra chi pensa che questo aspetto sarà nettamente migliore (7%) e chi pensa che sarà migliore (15%).

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La questione delle armi all'Ucraina

Si chiude con la questione degli aiuti all'Ucraina, un tema su cui la maggioranza continua a dividersi, e sui invece non sembra che gli italiani abbiano tentennamenti. Alla domanda ‘Lei è favorevole o contrario all'invio di armi italiane in Ucraina?', il 68% ha risposto ‘poco' o ‘per niente'; solo il 21% ha detto ‘molto' o ‘abbastanza'; l'11% si è limitato a rispondere ‘non saprei'. Se analizziamo le risposte in base alla fascia d'età, i no sono abbastanza omogenei, e la proporzione si mantiene a prescindere dall'età anagrafica degli intervistati.

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