Sondaggi politici, chi vince più seggi alle elezioni 2027: la simulazione con e senza Vannacci nel Cdx
Se si votasse oggi, il centrodestra senza Vannacci non avrebbe speranze contro il centrosinistra. Con il generale, invece, la competizione sarebbe serrata. A metterlo in evidenza è il nuovo sondaggio realizzato da Ipsos per il Corriere della sera. Tra tutti i partiti politici, Futuro nazionale di Vannacci è quello che ha guadagnato più voti nell'ultimo mese.
Se da qui all'appuntamento alle urne dovesse nascere un'alleanza, la partita potrebbe essere aperta, ma non necessariamente ribaltata. Altrimenti, sembra che il campo largo potrebbe ottenere la maggioranza dei seggi. Ecco quanti voti prende ciascun partito e come andrebbero le due coalizioni, con e senza Vannacci nel centrodestra.
Quanti seggi vincono il centrodestra e il centrosinistra alle prossime elezioni: Vannacci decisivo
Come sempre, per sapere come andrebbero concretamente le coalizioni alle elezioni non basta sommare i loro voti. Il sondaggio, quindi, rileva anche le intenzioni degli elettori nei confronti del campo largo e del centrodestra, con due scenari: Vannacci in coalizione, o Vannacci fuori. I risultati mostrano che l'esito del voto non è scontato, ma anche ‘accogliere' il generale nell'alleanza potrebbe non bastare per la maggioranza.
Se il centrodestra corre nel suo formato attuale, prende solamente il 38,7% dei voti. In questo scenario, viene nettamente superato dal campo largo con il 43,9%. In questo modo, alla Camera il centrodestra si prende 130 seggi, il centrosinistra 219, Futuro nazionale ben 30 e Azione e le altre forze centriste 17. Al Senato la distribuzione è: 64 seggi al centrodestra; 109 al campo largo; 15 ai vannacciani; 8 ai centristi.
Se invece il centrodestra si presenta alle elezioni con Vannacci in coalizione, il risultato è in bilico. Il motivo è che molti elettori (circa il 2,5%) a quel punto abbandonerebbero il centrodestra. La coalizione prenderebbe il 45,7% dei voti, contro il 45,2% del centrosinistra. In sostanza, è una gara testa a testa.
Immaginando che vada davvero così, e il centrodestra vinca per appena mezzo punto, si azionerebbe comunque il premio di maggioranza. Quindi alla destra andrebbero 222 seggi alla Camera e 110 al Senato; al campo largo 154 alla Camera e 76 al Senato; ad Azione e gli altri centristi 20 alla Camera e 10 al Senato.
Insomma, anche far entrare Vannacci in coalizione non garantisce la vittoria. E, vedendo i continui e violenti attacchi in corso in queste settimane, è anche difficile immaginare che per tutti gli esponenti del centrodestra sarebbe un'alleanza desiderabile.
Quali sono i partiti più votati, chi guadagna consensi e chi li perde
Fratelli d'Italia con il 26,4% resta stabile ed è ancora la prima forza politica del Paese. Non solo: anche se è facile dimenticarlo, visto il periodo di crisi in corso, FdI con questo punteggio andrebbe comunque meglio rispetto al risultato ottenuto alle elezioni del 2022, un ‘modesto' 26% che bastò per superare le opposizioni divise.
Forza Italia scende al 7,3%, un calo di un intero punto nel giro di un mese. Allo stesso tempo la Lega, ormai ai minimi, prende il 4,7% (-0,4%). Per il Carroccio siamo vicini alla metà di quanto preso nel 2022 (8,8%), cosa che spiega al meglio le tensioni all'interno del partito. Resta stabile Noi moderati, con l'1%.
Il problema, per l'attuale maggioranza, è che i voti vanno a Roberto Vannacci: Futuro nazionale ha l'8,8% dei consensi, ovvero l'1,7% in più di un mese fa. Senza di lui, il centrodestra sommato raggiunge appena il 39,4% dei voti. Fino a un anno fa, il 42% fissato per la soglia di maggioranza nella nuova legge elettorale sembrava un risultato facilmente raggiungibile. Oggi, invece, è parecchio distante.
Dall'altra parte, il Partito democratico è al 19,5%: un calo dello 0,6%. Restano invece stabili gli altri schieramenti del campo largo. Il Movimento 5 stelle è al 14,5%, appena cinque punti di distacco dal Pd. Alleanza Verdi-Sinistra prende il 6,3%, mentre Italia viva di Matteo Renzi il 2,1%. Crescita significativa per +Europa, al 2,1% (+0,7%), nel mese della morte di Emma Bonino. Fuori dalle coalizioni, Azione di Carlo Calenda è stabile al 3%.