La partita è aperta in Toscana, dove tra meno di un mese i cittadini saranno chiamati a votare per le elezioni regionali. Nella Regione, storicamente amministrata dal centrosinistra, alle ultime due elezioni l'attuale governatore del Partito democratico, Enrico Rossi, ha vinto con il 59,7% dei voti nel 2010 e con il 48% nel 2015. Ma oggi gli equilibri non sono più così scontati, e il candidato del centrosinistra prevale su quella del centrodestra nei sondaggi per poco più di un punto percentuale. Vediamo che cosa emerge dalle rilevazioni di Ipsos sulle intenzioni di voto in Toscana.

Con un indice di partecipazione stimato al 55%, al momento il candidato del centrosinistra, Eugenio Giani, appare in testa con il 42,6% dei consensi. Seguito a ruota da quella del centrodestra, la leghista Susanna Ceccardi, che invece registra il 41,5%. La sfida è sostanzialmente tra Pd e Carroccio; la candidata del Movimento Cinque Stelle infatti, Irene Galletti, è distantissima al 9%.

Lo stesso discorso vale per le liste: i dem si confermano al primo posto con il 29,5% degli orientamenti di voto, seguiti dalla Lega che invece totalizza il 22,9%. Fratelli d'Italia è davanti al Movimento Cinque Stelle: le due forze politiche registrano rispettivamente il 14,1% e il 9,1%. Tutte le altre liste, invece, si collocano al 9,1%. Complessivamente quelle del centrodestra, con il 42,9%, prevalgono su quelle del centrosinistra, che raggiungono invece il 40,2%. Il voto disgiunto appare quindi in favore di Giani, che ottiene 2,4 punti percentuali in più rispetto alla coalizione, al contrario di Ceccardi, penalizzata con l'1,4% in meno.

L'apprezzamento per l'amministrazione uscente, quella del centrosinistra, risulta elevato: è giudicata in modo positivo da due toscani su tre (62%). Il 60% inoltre auspica che ci sia continuità con l'operato del governatore Rossi. Tuttavia questi numeri non si traducono automaticamente in un orientamento di voto significativamente a favore dell'area del centrosinistra. Il cui candidato, come abbiamo visto, rimane a poco più di un punto di distanza dalla sfidante del centrodestra.