Dopo tre mesi la Lega torna a crescere nei sondaggi. L’ultima volta che il Carroccio aveva fatto segnare il segno più, infatti, era stata il 9 aprile. La Supermedia Agi/Youtrend evidenzia una novità sostanziale rispetto alle scorse settimane, anche se il partito di Matteo Salvini guadagna solo lo 0,2%. Cresce, ma solo dello 0,3%, anche il Pd, che rimane così vicino alla Lega. Tutti gli altri partiti sono più o meno stabili, fatta eccezione per un calo abbastanza netto di Forza Italia. Altra novità riguarda Fratelli d’Italia: per la prima volta dal settembre del 2019 il partito di Giorgia Meloni non fa segnare una crescita nella Supermedia nel confronto con il dato delle due settimane precedenti. Un lieve calo che mostra come continui l’andamento speculare tra Fdi e Lega: se uno perde l’altro guadagna.

Sondaggi elettorali, le intenzioni di voto

La Lega cresce e raggiunge il 25,8% dei voti, mantenendo un distacco di oltre cinque punti sul Pd, ora al 20,5%. Nessuna variazione per il Movimento 5 Stelle che si ferma al 16,1%, mentre con il lieve calo Fratelli d’Italia si attesta al 14,6%. Forza Italia perde lo 0,4% e scende al di sotto del 7%: ora è al 6,8%. Per Italia Viva, invece, si registra un leggero aumento al 3,2%, così come crescono (seppur di poco) sia La Sinistra (2,7%) che Azione (sempre al 2,7%). In leggero calo troviamo, invece, i Verdi all’1,8% e stabile +Europa all’1,7%.

Cresce l’area di governo nei sondaggi

In queste ultime due settimane sono cresciuti soprattutto i partiti minori di centrosinistra: Italia Viva, la Sinistra e Azione. Quest’ultimo non fa parte dell’area di governo, ma il dato degli altri due giova alla coalizione che ora è a Palazzo Chigi. Con questa crescita l’area di governo riduce il distacco dal centrodestra: lo svantaggio passa da 6,6 punti percentuali a 5,6, con l’1% recuperato nelle ultime due settimane. Nonostante questa lieve crescita, Agi e Youtrend segnalano come il dato dell’area di governo sia peggiore rispetto a quello registrato al momento dell’insediamento del Conte bis: in quel periodo, infatti, le due coalizioni si equivalevano o, comunque, la distanza tra i due poli era nettamente inferiore. Nei mesi, invece, il distacco è tornato a crescere in favore del centrodestra.