In Siria è iniziata l'offensiva turca contro i curdi, intorno alle 16 ora locale. La Turchia lo aveva preannunciato due giorni fa, e contestualmente il presidente Usa Trump aveva ordinato il ritiro delle truppe americane. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che sta seguendo l'evolversi della situazione, ha espresso preoccupazione per l'operazione militare sul nord est del Paese, denominata ‘Primavera di Pace': "Azioni unilaterali rischiano solo di pregiudicare i risultati raggiunti nella lotta contro la minaccia terroristica, a cui l'Italia ha dato un significativo contributo nell'ambito della Coalizione anti-Daesh e destabilizzare la situazione sul terreno".

"Sono stato appena informato che la Turchia ha assunto una iniziativa unilaterale" in Siria "su cui non posso non esprimere preoccupazione", ha commentato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nelle dichiarazioni alla stampa dopo aver incontrato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Anche Conte si è detto preoccupato che "siano assunte iniziative che portino a un'ulteriore destabilizzazione della Regione e possano finire per procurare ulteriori sofferenze alla popolazione". 

Il segretario generale della Nato Stoltenberg ha aggiunto: "La Nato è stata informata dalle autorità turche delle operazioni nel nord est della Siria: è importante evitare azioni che destabilizzino la regione, aumentino la tensione e possano causare ulteriori sofferenze umane. Spero che l'azione della Turchia sia proporzionata e misurata per non indebolire la lotta comune all'Isis". 

I senatori pentastellati della Commissione Esteri di Palazzo Madama, nel condannare la decisione del presidente Erdogan, minacciano lo stop, da parte dell'Italia, della vendita di armi alla Turchia: "Non ci sono parole per esprimere la nostra angoscia e la nostra preoccupazione per l'aggressione militare turca contro i curdi in SIRIA, che rappresenta una gravissima violazione del diritto internazionale contro la quale è doveroso si esprimano con riunioni urgenti sia la NATO, di cui la Turchia è membro, sia il Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Nel rispetto della legge 185 del 1990 che vieta la vendita di armi italiane a Paesi in guerra, della Posizione comune europea del 2008 e del Trattato ONU sul commercio di armi (ATT) sottoscritto dall'Italia nel 2013, se la Turchia non fermerà subito l'invasione chiediamo l'immediata sospensione delle forniture militari italiane alla Turchia, terzo Paese di destinazione del nostro export bellico con 362 milioni di autorizzazioni concesse lo scorso anno".  

"Erdogan ha lanciato l'attacco contro i curdi siriani. Una scelta inaccettabile che la comunità internazionale ha l'obbligo di contrastare. Stiamo per chiedere in aula al governo di attivarsi per fermare questa violenta e assurda aggressione", ha scritto Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico in un tweet.

"Solidarietà con il popolo Curdo. Trump ha dato il via libera all'autocrate Erdogan che occuperà militarmente l'enclave curda in Siria. I Curdi che hanno combattuto il terrorismo islamista dell'Isis vengono così ricompensati dai Usa. L'Unione Europea e la Nato non consentano questo massacro", ha scritto su Facebook il presidente della Toscana Enrico Rossi.

Fratelli d'Italia ha chiesto invece sanzioni per la Turchia: "Il Sultano Erdogan, in aperta sfida a tutta la comunità internazionale, ha aperto le operazioni militari nel nord est della Siria contro i curdi. Il delicato quadro di ricomposizione della Siria e la fragile vittoria contro l'Isis sono a rischio per i deliri egemonici di Erdogan. L'Italia chieda subito all'Europa di intervenire prima che sia troppo tardi per il popolo curdo e per il delicato equilibrio siriano. L'Europa pieghi Erdogan con il peso di sanzioni indimenticabili: non possiamo rimanere imbelli di fronte al sedicente Sultano. Non pensi Erdogan che gli europei siano gli eunuchi del Topkapi! L'Italia sia in prima fila per chiedere sanzioni, tutelare il popolo curdo, mantenere il delicato equilibrio siriano conseguito a caro prezzo di sangue", ha dichiarato Andrea Delmastro, capogruppo FDI in commissione Esteri.

La comunicazione ufficiale dell'attacco è stata data dallo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan dal suo account Twitter. La Siria ha subito lanciato una controffensiva: almeno due colpi di mortaio sono stati sparati dal Paese verso il confine turco a Ceylanpinar, dove sono ammassati i soldati turchi e le milizie siriane filo-Ankara pronti a entrare in Siria. Secondo quanto riportato da Anadolu, non ci sono stati feriti. Ceylanpinar si trova di fronte a Ras al-Ayn, bombardata circa mezz'ora fa dai caccia di Ankara.

La segretaria di Stato francese agli affari europei, Amelie de Montchalin, ha fatto sapere che la Francia condanna fermamente l'azione militare nel Nord della Siria e annuncia un imminente ricorso insieme alla Germania e al Regno Unito presso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.