19 Agosto 2016
08:22

Sindaco cancella avviso del prefetto per accogliere profughi e diffida cittadini dal farlo

Accade a Bondeno, in provincia di Ferrara. Il primo cittadino, Fabio Bergamini, nelle file della Lega Nord, per scoraggiare l’accoglienza dei migranti sui territorio ha dato mandato agli uffici di cancellare dall’albo pretorio del Comune l’avviso di manifestazione di interesse che la prefettura ha inoltrato in queste ore. “Per quanto mi riguarda chiunque dovesse affidare – dietro compenso – propri locali all’accoglienza dei clandestini sarà giudicato – e trattato – alla stregua di un traditore della nostra comunità”, ha detto.
A cura di C. T.

Nei giorni in cui imperversano le polemiche sulle proteste per l'invio di cinquanta profughi a Capalbio, un sindaco di un altra città ha prima diffidato di fatto i suoi concittadini ad ospitare i migranti e poi è passato a provvedimenti ancora più forti. Accade a Bondeno, in provincia di Ferrara. Il primo cittadino, Fabio Bergamini, nelle file della Lega Nord, per scoraggiare l'accoglienza dei migranti sui territorio ha dato mandato agli uffici di cancellare dall’albo pretorio del Comune l’avviso di manifestazione di interesse che la prefettura di Ferrara ha inoltrato in queste ore con richiesta di "darne massima diffusione". Una cancellazione che sarà completata nella giornata di oggi, con la rimozione totale dei file inviati dalla preferttura.

Bergamini ha definito la sua scelta "operazione-dissenso": "Più che un gesto di disobbedienza, il nostro è un gesto di civiltà. Vogliamo impedire allo Stato di spezzare il legame di solidarietà tra terremotati e Amministrazione. Non lasceremo che qualche privato si arricchisca alle spalle delle 634 persone ancora fuori dalle loro abitazioni originarie (rese inagibili dal sisma). Se lo Stato vuol fare qualcosa di utile a Bondeno paghi le imprese edili che ancora sono in attesa dei fondi per i lavori effettuati dopo il terremoto". La cancellazione dei file della prefettura sull'accoglienza, tra l'altro, secondo il sindaco leghista non sarebbe che l'inizio: "Invito i miei cittadini a non lasciarsi ammaliare dalle sirene della prefettura. Per quanto mi riguarda chiunque dovesse affidare – dietro compenso – propri locali all’accoglienza dei clandestini sarà giudicato – e trattato – alla stregua di un traditore della nostra comunità. Lucrare sul caos immigrazione, voltando le spalle alla propria gente bisognosa, è cosa barbara e meschina".

Poco dopo è arrivato il commento del segretario del Partito democratico dell'Emilia Romagna, Paolo Calvano, che su Facebook ha scritto: "Quando sei diventato primo cittadino hai giurato fedeltà alla Costituzione e ti sei impegnato al rispetto delle leggi. Sarebbe bene, prima di tacciare gli altri di tradimento, rimanere fedele a quel giuramento. Da chi li farai eventualmente giudicare i tuoi concittadini? Da un gran giurì vestito di verde? E dopo averli giudicati da chi li farai "trattare"? Da un tuo esercito e da tuoi carcerieri costituiti ad hoc? Sei un sindaco prima di tutto, è legittimo che tu faccia la tua battaglia, ma falla nel rispetto delle leggi sulle quali hai giurato".

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