Sensi (Pd): “Il centrosinistra sosterrà l’Ucraina, Conte se ne faccia una ragione”
Giuseppe Conte dovrà rassegnarsi: il centrosinistra continuerà ad aiutare Kiev, anche militarmente. Per il senatore del Pd Filippo Sensi, il sostegno a Kiev è un punto fermo e dovrà esserlo anche per una futura coalizione progressista, spiega a Fanpage.it. "Perché la pace giusta si può raggiungere solo se l'Ucraina esiste. Affinché questo accada, è necessario sostenerla", rimarca.
Tra i principali esponenti dell'area riformista dem, Sensi respinge senza mezzi termini la condizione posta dal M5s sugli aiuti a Kiev. "Il Pd non è un partito che rompe", precisa, ma "Conte dovrà farsene una ragione".
Il presidente del M5s ha detto chiaramente che se andrà al governo non intende proseguire la politica estera di Meloni, inclusi gli aiuti all’Ucraina. Come rispondete?
Non so cosa vuole fare Conte, ma il sostegno all'Ucraina resterà. Non c'è dubbio. Non c'è nessun Paese europeo, nessun governo di qualsiasi segno politico, che non sia per il sostegno all'Ucraina. Non c'è neanche più l'Ungheria di Orbán. Non ci sarà nessuna possibilità che la posizione di Conte possa diventare effettiva. Dovrà farsene una ragione. Potrà lavorare sul wording, sulle parole, sulle formule, se vuole. Ma il sostegno all'Ucraina resterà.
Il 92% della base pentastellata si è espressa contro l’invio di armi a Kiev. Come pensate di riuscire a conciliare la posizione del Pd con quella del Movimento?
Questo non è affare mio, non sono il leader del Partito Democratico. Ci penseranno i miei dirigenti sui quali ho piena fiducia. Il Partito Democratico ha sostenuto dal primo minuto l'Ucraina, lo ha fatto in tutti questi anni e continuerà a farlo da tutti i punti di vista, politico e militare. Siccome siamo il principale partito della coalizione e non agiamo da soli, ma nell'ambito di un contesto europeo, questo continuerà a valere anche per la coalizione di centrosinistra, checché ne dica Conte.
Schlein dice che "finché non c’è una pace giusta, è giusto sostenere il Paese aggredito", e assicura che con i 5s troverete un compromesso. Come si raggiunge questa pace giusta?
La pace giusta si raggiunge assistendo l'Ucraina. Perché la pace si può fare solo se l'Ucraina esiste. Se verrà lasciata sola a sé stessa di fronte all'aggressione di Putin, probabilmente non ci sarà più. Per fortuna in questi anni l'Ucraina è stata sostenuta e ha risposto con enorme coraggio, con grande capacità strategica, militare e diplomatica. Nonostante tutte le difficoltà è in piedi e anzi, oggi si trova in una condizione in cui gli altri Paesi le si rivolgono per sapere come funzionano i droni o come si resiste di fronte ai bombardamenti e ai missili quotidiani russi. Lo ripeto, il primo modo per arrivare a una pace giusta è sostenere l'Ucraina. Peraltro, il governo italiano è stato più che recalcitrante su questo. Sono ormai diversi mesi che non mandiamo più aiuti. Con il sostegno europeo e italiano, si potrà avviare un negoziato dal quale gli ucraini, che ogni giorno subiscono la guerra e muoiono sotto le bombe, non si sono mai sottratti. È un cammino che ci auguriamo sia veloce, rapido e possibile, ma deve fondarsi su un primo passo ineludibile: il sostegno alla resistenza ucraina, per la democrazia e la libertà di tutta l'Europa.
Se questo compromesso non dovesse arrivare sareste disposti a rompere con il Movimento?
Il Partito Democratico non rompe, perché per definizione siamo il partito della responsabilità. "Testardamente unitari", come dice la segretaria Elly Schlein. Allo stesso tempo il Pd è un partito di governo, di centrosinistra, e in quanto tale non può che sostenere l'Ucraina. Esattamente come avviene tra i social-democratici svedesi, il Labour inglese, i socialisti francesi, la Spd tedesca, il Psoe spagnolo, il Ps portoghese, e così via. Così è e così sarà, con buona pace di Conte.
Anche sul tema del riarmo, Conte ha detto che farà "tabula rasa". Davanti a queste premesse, una sintesi è possibile? Se sì, come si tradurrà in concreto all’interno del programma della coalizione progressita?
Non capisco di che parli Conte. C'è qualcuno in Italia che pensa che il Paese si stia riarmando? Che pensa che in Italia ci siano delle fabbriche che stanno producendo armi? Che ci siano delle esercitazioni militari o che i giovani verranno coscritti e precettati? Se qualcuno pensa queste cose, vive su Marte. In un contesto così difficile su diversi fronti (energia, sanità, scuola, ambiente, economia) il tema è il riarmo? Di cosa? Quando l'Unione Europea ha offerto un prestito, il Safe, per finanziare progetti di difesa comune europea, i primi a dirsi contrari sono stati i 5 Stelle, oltre alla Lega e a Vannacci naturalmente. Di cosa stiamo parlando? Forse qualcuno ha deciso in maniera cinica che non esiste la divisione tra destra e sinistra o tra libertà e uguaglianza, ma quella tra riarmo e disarmo, auto-assegnandosi il ruolo di "partito del disarmo e della pace". Ma chi è che non è per la pace? Chi è che vuole le armi nel centrosinistra? Quando mai, ci mancherebbe. La divisione riarmo versus disarmo, utilizzata in questo modo strumentale ed elettorale, è una truffa ai danni dei cittadini italiani, formulata per creare una contrapposizione e una competizione all'interno del centrosinistra che non esiste. Se questo è l'obiettivo, è un obiettivo cinico ed elettoralistico che non ha nessuna aderenza con le priorità del nostro Paese.
Rimanendo in tema, nei giorni scorsi hanno fatto discutere le dichiarazioni della segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero, su guerra e disertori. Il Pd si è diviso tra chi l’ha difesa e chi l’ha criticata. Lei cosa ne pensa?
Io non ho detto una parola su Virginia, che stimo e apprezzo. Non condivido le sue parole, ma al di là di questo, ho trovato un po' stucchevole la reazione al suo discorso. Ho notato un certo paternalismo da parte di chi ha sostenuto che è "normale" che i giovani siano "incendiari" o favorevoli alla diserzione perché giovani. Come se fosse il parere di una ragazza qualsiasi. Io invece, prendo sul serio le cose che dice Virginia. È un dirigente politico, non è una bambina. Quelle cose io non le condivido, ma lei è libera di dirle. Sicuramente non la stigmatizzerò sulla base della sua età, né appoggerò questo modo paternalistico e patriarcale di trattare la cosa. Prendo sul serio le cose che dicono le persone, tanto più se queste persone hanno titolo, responsabilità e una carica.