Le sanzioni per i genitori che non si sono dotati dei seggiolini anti-abbandono per i bambini di età inferiore ai quattro anni dovrebbero slittare a marzo. Una ipotesi che circola da giorni e che ha trovato una prima conferma negli emendamenti al decreto fiscale presentati da Pd e M5s, azionisti di maggioranza del governo. Un’altra conferma arriva oggi dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, che rispondendo al question time alla Camera al posto del ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, fornisce un nuovo elemento: la data della proroga. I due emendamenti presentati al decreto fiscale prevedono due diverse date: marzo secondo il Pd, primo giugno per il M5s. A prevalere sembra essere, stando alle parole di D’Incà, la linea dem. Con un rinvio delle sanzioni a marzo 2020.

Seggiolini anti-abbandono, niente multe fino a marzo

D’Incà durante il question time spiega: “È allo studio da parte del Governo una proposta normativa per differire al primo marzo 2020 l'applicazione delle sanzioni e al contempo dichiarare privi di effetti gli eventuali verbali di contestazione elevati a partire dal 7 novembre 2019”. Sul tema dei dispositivi salva-bebè il ministro per i Rapporti con il Parlamento ribadisce che si tratta di una “norma di civiltà voluta dal Parlamento per evitare che accadano tragedie simili a quelle accadute in passato. In considerazione delle difficoltà di acquisto dei dispositivi, tra ottobre e novembre, evidenzio che è allo studio una proposta normativa per differire al primo marzo 2020 le sanzioni”.

I requisiti dei dispositivi anti-abbandono

Il decreto sui requisiti che i dispositivi devono avere è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 23 ottobre e la sua entrata in vigore è datata 7 novembre: il che vuol dire che anche gli stessi produttori dei dispositivi non hanno avuto il tempo per adeguarsi ai requisiti molto stringenti previsti dal decreto. “Il decreto ministeriale del 2 ottobre 2019 – che ha individuato le specifiche tecnico-costruttive e funzionali di tali dispositivi – è entrato in vigore lo scorso 7 novembre e dalla stessa data sono applicabili le sanzioni di cui all'articolo 172 del Codice della strada”, ricorda ancora il ministro.

D’Incà precisa che si tratta di un provvedimentoche la competente Direzione generale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sottoposto alla preventiva consultazione dei produttori, così come delle associazioni dei consumatori e successivamente condiviso con la Commissione europea. Per incentivare l'acquisto dei dispositivi, con l'articolo 52 del decreto-legge n. 124 del 2019 (cd. decreto fiscale) è stato previsto il riconoscimento di un contributo di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato. Nei prossimi giorni verrà adottato un decreto per disciplinare le modalità di erogazione”.