Per questo governo "l'immigrazione non è una grande questione da governare: è da cavalcare, come una continua emergenza. Il ministro dell'Interno e il governo puntano tutto su quella che definirei una strategia della tensione comunicativa. Oggi non c'è un' emergenza e tuttavia ci si comporta come se fossimo davanti ad una drammatica invasione". Lo dice l'ex ministro degli Interni e esponente del Pd Marco Minniti in un'intervista a La Stampa. Sul caso Sea Watch 3, "se l'Italia si è dimostrata piccolissima, l'Europa ha dimostrato di essere una piccola Europa. In tre settimane una nave con a bordo 42 persone – non 4.200 e neppure 400 – è diventata il pretesto per tenere un Paese sul filo del rasoio". Oggi, aggiunge, "siamo più deboli in Europa, mentre nel Mediterraneo centrale, poco più di un anno fa, c'era uno scenario completamente diverso: vigeva un sistema di ricerca e salvataggio coordinato dalla Guardia Costiera, le ong avevano firmato un codice di condotta, c'erano Frontex, la Guardia costiera libica e una missione militare europea, Sophia. Oggi tutto questo, di fatto non c'è più". Per Minniti, "siamo drammaticamente tornati indietro".

L'ex ministro dem rivendica quanto fatto con le ong, con il ‘Codice di condotta': "Noi non facemmo decreti o leggi ‘contro' le ong. Io penso che in un ambito delicato come questo non si possa procedere per decretazione. Facemmo la scelta del Codice, proposta dall'Italia e poi discusso in Europa e che le ong sottoscrissero. E non si dimentichi da dove arrivavamo: per due anni, attraverso le ong, e cioè vettori non pubblici, erano giunti in Italia più di 80mila migranti. Le ong hanno un obiettivo fondamentale: salvare le vite in mare. Noi, come Stato, avevamo l'obiettivo di garantire la sicurezza sul territorio nazionale".

D'altra parte, "i nazional-populisti ragionano per fatti simbolici e tu Europa non puoi rispondere con una logica piccina: io ne prendo 3 e tu ne prendi 4". La risposta non può essere nemmeno "quella di queste ore e cioè trattative impantanate sulle nomine tra leadership invecchiate". Sull'immigrazione, secondo l'ex ministro dell'Interno, "l'alternativa ai nazional-populisti non può essere accogliamoli tutti". Il Papa "richiama il tema sul quale si giocherà il futuro delle democrazie nei prossimi anni: quello dell'integrazione. E una forza riformista non può che declinarlo attorno a tre valori: umanità, libertà e sicurezza".