Decreto Sicurezza 2026

Scudo penale per gli agenti e più espulsioni, cosa c’è nel nuovo pacchetto Sicurezza del governo

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Giro di vite su espulsioni, ricongiungimenti familiari e minori stranieri non accompagnati, assieme a più tutele per gli agenti in servizio. Sono tra le norme in arrivo nel nuovo pacchetto sicurezza allo studio del governo. Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta.

Il governo Meloni lavora su un nuovo pacchetto sicurezza. A rilanciare la questione, all'indomani dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna, è la Lega, che ha annunciato norme più severe su "sicurezza, immigrazione, cittadinanza ed espulsioni". Secondo quanto trapelato finora, sono in arrivo due provvedimenti differenti, un decreto legge e un disegno di legge. Entrambi potrebbero vedere la luce entro fine gennaio: nel primo potrebbero confluire le misure a tutela delle forze dell'ordine, come lo scudo penale per gli agenti (già proposto in passato dalla destra), mentre nel secondo le norme sui ricongiungimenti familiari, la stretta sulla cittadinanza e il contrasto al cosiddetto fenomeno delle "baby gang". Vediamo nel dettaglio di che si tratta.

Come funzionerebbe lo scudo penale per gli agenti

Per quanto riguarda la polizia, il governo pensa a una forma tutela processuale con una possibile estensione della legittima difesa e una sorta di scudo giuridico. "Vogliamo andare oltre al contributo economico, fornendo una tutela processuale che non è uno scudo penale", ha spiegato in un'intervista al Giornale, il sottosegretario dell'Interno, Nicola Molteni. "Per il poliziotto che agisce nell'adempimento delle sue funzioni e usa legittimamente l'arma per difendersi non sarà più automatica l'iscrizione sul registro indagati, il famoso ‘atto dovuto'", ha precisato.

Ma attenzione, lo stesso varrà per il privato cittadino: "Se sarà presente una causa di giustificazione come la legittima difesa, non sarà più indagato automaticamente", ha chiarito Molteni.

Stretta su migranti e baby gang: cosa vuole fare il governo

Quanto al contrasto alla criminalità, dopo il decreto Sicurezza – approvato a giugno – sono allo studio nuove strette sugli allontanamenti e i rimpatri dei minori stranieri non accompagnati. "Avevamo detto – ha precisato il sottosegretario – che quello era un punto di partenza e non di arrivo". Nel ddl in arrivo nelle prossime settimane è prevista la riduzione dei ricongiungimenti familiari dei migranti. "Uno strumento abusato, con costi e welfare a carico dello Stato e dei comuni", sostiene Molteni. "L'Italia è uno dei Paesi in Europa che ne fa di più. Vogliamo ridurre la platea dei beneficiari, aumentando il reddito necessario".

E poi ancora regole più stringenti sui minori stranieri non accompagnati, "per dare un giro di vite alle baby gang", ha spiegato Molteni. "I minori stranieri non accompagnati – ha osservato – contribuiscono al fenomeno". L'intenzione del governo è quella di ridurre il periodo di mantenimento a carico dello Stato, portandolo dai 21 anni a 19, di prevedere sanzioni accessorie a carico dei genitori e di incrementare invece i "ricongiungimenti familiari al contrario", rintracciando le famiglie d'origine dei minori responsabili di reati.

Infine, nuove disposizioni sui furti aggravati e i borseggi, con un eventuale aumento delle pene. "Vogliamo reintrodurre la procedibilità d'ufficio per i reati di borseggio, che finora prevedevano la querela di parte. E continueremo nel contrasto all'immigrazione illegale, aumentando i Cpr per aumentare i rimpatri dei soggetti pericolosi", ha puntualizzato Molteni.

"La sicurezza è una priorità anche nel 2026", assicura il governo

Abbiamo aumentato a 6.800 i militari dell'operazione "strade sicure" a livello nazionale, a presidio di stazioni e città. "E lo dico chiaramente: i militari non si toccano, anzi, semmai aumenteranno, ce li chiedono amministrazioni di destra e di sinistra", ha proseguito il sottosegretario. L'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio "è inaccettabile, non si può morire a 34 anni, in modo così brutale e meschino. È compito del governo innalzare ancora la qualità della sicurezza nelle città", ha sottolineato. "Su Bologna è stato fatto tanto in termini di assegnazione di forze di polizia, è la prima città italiana in cui abbiamo sperimentato l'applicazione delle ‘zone rosse' nelle aree più critiche, abbiamo fatto interventi ad alto impatto e previsto nuovi presidi di legalità. Ma lo Stato necessita della collaborazione delle amministrazioni locali, e se quello che fa il comune di Bologna è mettere a disposizione le pipette per consumare il crack, diventa più difficile", ha aggiunto, lanciando una stoccata al sindaco Pd Matteo Lepore.

"Le zone rosse – ha spiegato – hanno dato risultati importanti: quasi un milione e mezzo di persone controllate, 8 mila divieti di stazionamento e ordini di allontanamento, il 74% a carico di stranieri. Nel 2025 c'è stata una riduzione della delittuosità generale del 4%", ha rivendicato, ribadendo che "la sicurezza è una priorità del governo anche nel 2026".

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