Scarpa (Pd): “L’unica soluzione di Nordio al disagio degli studenti è chiuderli in carcere”
"Le ultime dichiarazioni di Nordio sulle carceri minorili dimostrano che il governo ha fallito", dice a Fanpage.it Rachele Scarpa, deputata del Partito democratico. Di fronte all'incremento del numero di arresti nei confronti di minori, la soluzione proposta dal ministro della Giustizia è di aumentare i posti negli Istituti penali minori e utilizzare sezioni delle carceri per adulti.
Le parole di Nordio "danno la misura del fallimento di un governo che non è disposto a dare ai giovani nemmeno la dignità di essere considerati soggetto, e non oggetto, delle politiche che li riguardano", commenta.
La risposta del governo al disagio e alla criminalità giovanile è, ancora una volta, la repressione. "Desertificazione degli spazi sociali, abbandono del sistema scolastico, zero investimenti sulla salute mentale, sulla prevenzione da parte degli enti locali, sulle politiche giovanili: la risposta, di fronte al malessere solo apparentemente senza rivendicazioni di minori che compiono reati, anche gravi, è solo più carcere", aggiunge Scarpa.
Nuovi reati, aggravanti e pene più severe che inevitabilmente manderanno al collasso gli Ipm, già in forte sofferenza. Oggi, come denunciato da Antigone, Defence for Children Italia e Libera nel rapporto inviato alle Nazioni Unite nel 2025, le carceri minorili italiane sono sovraffollate. Le presenze negli istituti penali minorili sono passate da 392 nell’ottobre 2022 a 611 nel 2025, con un aumento del 55%; 9 istituti su 17 risultavano sovraffollati, ricorda la deputata.
Ad ammetterlo d'altronde, è lo stesso Guardasigilli, che parla di "una serie di arresti massicci nei confronti di minori" che "non si era mai verificata in precedenza". Ma sebbene il ministro si guardi bene dal riconoscerlo, l'aumento degli arresti è anche una diretta conseguenza del decreto Caivano e dell'inasprimento delle misure detentive nei riguardi dei minori. "Le ultime proposte sono solo l’ultimo anello di una catena: il decreto Caivano, arrivato anche questo nel 2023 come reazione emotiva a fatti di cronaca, aveva già allargato la custodia cautelare, portando più minori in carcere di quanti ne avessimo mai avuti e facendo diventare il sovraffollamento una realtà anche del sistema di giustizia minorile", evidenzia Scarpa.
"Poi l’estensione del DASPO urbano si minori, e un susseguirsi di politiche da pugno di ferro – tutte, rigorosamente, a costo zero. Tutto questo non ha portato a una diminuzione dei reati commessi da minori, anzi, compromette quotidianamente i percorsi di rieducazione e indebolisce le maglie della prevenzione", prosegue.
Davanti alla violenza giovanile, il governo sembra non essere in grado di farsi le domande giuste, di analizzare le cause di quel malessere e di intervenire alla radice del problema. "I giovani non sono mai un soggetto politico per il governo, ma sempre un oggetto, soprattutto di controllo e repressione", sottolinea la deputata.
Si arriva così al paradosso per cui questo governo considera i minori troppo piccoli per fare educazione sessuale ma sufficientemente maturi per essere sbattuti in cella. "Non abbastanza adulti da poter fare educazione sessuale senza che entrambi i genitori firmino un consenso scritto, abbastanza adulti da finire in carcere", osserva. "E così la detenzione minorile finisce per assomigliare sempre di più a quella – già in condizioni critiche – degli adulti, e si stravolge completamente il senso della rieducazione. Laddove servirebbero più partecipazione a scuola, più responsabilità e, perché no, una spinta alla partecipazione e al coinvolgimento democratico anche con misure coraggiose come l’abbassamento dell’età minima del voto ai 16 anni, si risponde repressione e reclusione".
Per Scarpa, "siamo davanti al fallimento misurabile di una politica giovanile esclusivamente repressiva, eppure il governo sembra non conoscere altra risposta. Un'inadeguatezza che non ho paura a definire pericolosa", conclude.