Il capo politico del Movimento 5 Stelle e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parla del movimento delle sardine e invia una sorta di appello che suona come un avvertimento: "Nessuno metta il cappello sulle piazze delle sardine”. Al termine dell’incontro con gli attivisti pentastellati a Bologna, Di Maio afferma: “I parlamentari, i partiti, i politici lascino stare quelle persone che hanno rappresentato un grande momento di partecipazione e sarà tale e potrà crescere se nessun partito metterà il cappello su quella realtà. Noi non lo vogliamo fare. Non ci interessa colorare quella manifestazione di piazza. Chiedo a tutti i partiti di non provare a mettere il cappello sulle piazze delle sardine”.

Le elezioni regionali in Emilia Romagna sono alle porte e il M5s ha deciso, attraverso il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau, di partecipare. Ma questo voto, sostiene Di Maio, non deve diventare un referendum sul governo: “Secondo me i cittadini emiliano romagnoli devono rivendicare due diritti. Il primo è quello di eleggere il presidente della Regione e il Consiglio regionale, non di trasformare queste elezioni in un referendum sul Governo centrale. Il Governo di Roma non c'entra niente con queste elezioni. E i cittadini dell'Emilia Romagna devono rivendicare il diritto di partecipare alle elezioni regionali senza sentir parlare non dei loro problemi ma di questioni che riguardano Roma. Due: i cittadini devono rivendicare il diritto di essere trattati come persone libere. Non ci sarà mai nessuna manovra di palazzo che potrà influenzare il loro voto”.

Parlando dell’assemblea degli attivisti, il capo politico pentastellato sottolinea la “grande voglia di partecipare a queste elezioni regionali: non sappiamo come andrà il Movimento perché sarà un'elezione tosta e difficile ma di certo abbiamo un Movimento che ha tanta voglia di partecipare. In oltre 60 interventi uno ha parlato di una possibile questione di sostegno ad un candidato di un partito. Io ho precisato che tra le altre cose lo Statuto non lo permette. Quindi, in Emilia Romagna noi siamo aperti a tutte le forze civiche del territorio, stiamo componendo la lista, e poi siamo aperti a tutti sui programmi. Noi costruiremo un programma elettorale insieme ai cittadini dell'Emilia Romagna”.

Un concetto ribadito per sottolineare che il Movimento non sosterrà Stefano Bonaccini, candidato del Pd e presidente di Regione uscente: “Da statuto non possiamo sostenere il candidato di un partito, ne ho parlato anche con Beppe”, dice riferendosi a Grillo. Poi il ministro degli Esteri conclude annunciando battaglia in questi due mesi di campagna elettorale, prima del voto di gennaio: “Qui il movimento è vivo e pronto a combattere, faremo una campagna itinerante e aperta fino all'ultimo giorno”.