Salvini smentito sul caso del “chiodo” che bloccò la rete ferroviaria: Rfi multata per 1,75 milioni

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Svolta nel caso del “chiodo” che ha provocato lo stop dei treni del 2 ottobre 2024: è stata comminata una multa a Rfi, pari a 1,75 milioni di euro, da parte dell’Autorità dei Trasporti. Il ministro dei Trasporti Salvini allora aveva dato la colpa a un operaio di un’azienda privata, dicendo che aveva sbagliato a piantare un chiodo in una canalina in cui passavano cavi elettrici.

Non è stata colpa di un chiodo. L’Autorità dei Trasporti ha sanzionato ieri la Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Fs) per 1,75 milioni di euro per lo stop dei treni del 2 ottobre 2024 che aveva paralizzato mezza Italia, e che dal ministro Salvini era stato attribuito ad un filo tranciato da un chiodo nel nodo di Roma Termini. La delibera dell’Art è stata pubblicata venerdì, dopo che l’Authority aveva avviato il procedimento sanzionatorio nel luglio 2025. La multa massima comminabile sarebbe di 2 milioni di euro, ma l'Autorità l’ha ridotta di 250mila euro perché nel frattempo Rfi ha rafforzato il sistema di allarmi e ha disposto verifiche sul posto anche in assenza di segnalazioni.

Il vicempremier Salvini come sappiamo a caldo aveva respinto le accuse, negando che il suo ministero fosse responsabile per il blocco che aveva generato ripercussioni a cascata in tutta Italia e aveva puntato il dito contro un operaio di un'azienda di manutenzione, accusandolo di aver piantato un chiodo in una canalina in cui passavano cavi elettrici.

"Un'impresa privata ha fatto male il suo lavoro stanotte, e chi doveva intervenire subito è intervenuto troppo tardi. Se è vero, come mi dicono, che un'impresa ha danneggiato un cavo di alimentazione di una cabina voglio sapere qual è l'impresa. Perché non puoi rovinare la giornata di lavoro a migliaia di italiani per un chiodo", aveva commentato Salvini il giorno dopo il guasto tecnico ai microfoni di Fanpage.it. Poi le verifiche hanno portato a una verità diversa.

Secondo l'Autorità dei Trasporti che ha emesso la sanzione, la responsabilità dei disagi non è da attribuire principalmente al chiodo e alla manutenzione sbagliata, ma a Rfi, perché non aveva adottato "misure idonee a garantire l’esercizio e la manutenzione dell’infrastruttura, assicurandone l’accessibilità e la funzionalità" in occasione del black out degli impianti a Termini, che scatenò poi disagi per la circolazione dei treni.

La decisione dell'Autorità, come si legge nella delibera, tiene conto "del gravissimo impatto che l’emergenza del 2 ottobre 2024 ha avuto sulla circolazione ferroviaria", dell’estensione territoriale degli effetti della violazione", che si è riversata sull’intera infrastruttura nazionale "in considerazione della centralità del nodo di Roma e del numero di passeggeri colpiti, sia in termini di ammontare dei danni, anche di natura reputazionale, patiti dai vettori sia passeggeri sia merci".

Salvini però insiste, sostenendo che "lì era un'azienda privata che aveva sbagliato durante i lavori. Quindi Rfi sicuramente risponderà, però lì c'è stato un problema enorme per un errore di un'azienda privata che ha fatto quello che non doveva fare. Quindi sono sicuro che Rfi saprà come rivalersi e su chi rivalersi". Ora infatti Rfi potrebbe presentare ricorso entro sessanta giorni al Tar del Piemonte oppure, entro 120 giorni, un ricorso straordinario

"Ora che Rfi è stata multata per 1,75 milioni di euro, relativamente al blocco della circolazione dei treni che il 2 ottobre 2024 interessò la stazione di Roma Termini e quasi tutte le linee italiane dell'alta velocità, emerge con grande nitidezza tutta l'insipienza del Salvini ‘ministro'. È bene infatti ricordare agli italiani che in quella surreale giornata autunnale di due anni fa, con il paese in tilt, il leader della Lega – o più propriamente di parte di essa ormai – diede la colpa a un operaio di un'azienda di manutenzione, accusato di aver piantato un chiodo in una canalina in cui passavano cavi elettrici. Roba da film di Fantozzi. Se da quattro anni il paese dà sfoggio del peggior ministro dei Trasporti dall'unità d'Italia, dobbiamo dire grazie alla lanciatrice di coriandoli Giorgia Meloni. Mentre lei festeggia a Bari un quadriennio di immobilismo sulla poltrona, i pendolari sono tutt'altro che in vena di feste, con tariffe sempre più alte e un servizio ogni giorno più scadente. Sulla storiella del chiodo di due anni fa tutto il governo dovrebbe chiedere scusa agli italiani", commenta in una nota il vicepresidente della commissione Infrastrutture e Ambiente alla Camera Agostino Santillo.

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