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Salvini aggredito, la Questura: “Ha cambiato programma e non ci ha avvisato”

Per la Questura di Bologna lo staff del segretario leghista non avrebbe avvisato la Digos degli spostamenti.
A cura di Antonio Palma
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Continuano le polemiche dopo l'assalto all'auto di Matteo Salvini a Bologna durante una visita del leader leghista ad un campo nomadi. Dopo le accuse rivolte alla polizia, infatti, sul caso è intervenuta direttamente la Questura del capoluogo dell'Emilia Romagna spiegando che è stato lo stesso Salvini a non volere protezione e a cambiare improvvisamente programma. Data la situazione particolare e il precedente di poche ore prima con la candidata leghista presa a schiaffi, secondo la Questura per Salvini era stato predisposto un dispositivo di protezione ben preciso ma lui lo avrebbe evitato facendo di testa sua. Il programma messo a punto dal questore di Bologna infatti prevedeva comunicazioni puntuali sugli spostamenti del leghista proprio per evitare qualsiasi tipo di contatto con i manifestanti. Il piano prevedeva nel dettaglio la comunicazione dell'arrivo dell'auto di Salvini al casello autostradale in modo che la vettura del segretario avesse la scorta fino a destinazione, ma l'arrivo dell'auto non sarebbe stato mai comunicato così come i successivi spostamenti. La polizia aveva anche predisposto un servizio di ordine pubblico agli ingressi del campo e in particolare all’entrata secondaria che doveva essere usata per l’accesso.

Salvini avrebbe cambiato programma

Come spiega la Questura, invece, Salvini non avrebbe comunicato nulla e non si è presentato all'ingresso concordato con il suo staff. "Soltanto alle ore 11.50, in seguito ad ulteriore richiesta via sms della Questura, si apprendeva che l’On. Salvini era giunto nel parcheggio dell’Hippobingo. Nella circostanza, veniva rappresentato all’europarlamentare che era necessario, per evitare turbative, entrare nel campo sotto scorta del Reparto Mobile e della Digos, che venivano spostati per raggiungerlo. Subito dopo, il consigliere comunale Borgonzoni comunicava telefonicamente che alcuni individui avevano tentato di bloccare l’autovettura dell’Onorevole Salvini, colpendola con un casco, calci e pugni" ricostruisce infatti la Questura. In pratica Salvini avrebbe deciso di cambiare destinazione all'improvviso, recandosi nel parcheggio a circa un chilometro dal campo e informando solo i giornalisti. La circostanza probabilmente è stata appresa anche dai manifestanti che si sono recati sul posto e hanno tentato di bloccarlo.

Sindacati di polizia contro Salvini

Anche i sindacati di polizia si schierano a difesa dei colleghi e attaccano il comportamento di Salvini. "Essere sottoposti a tutela presuppone l’accettazione di regole, come l’obbligo di comunicare dove e quando si intende spostarsi, il servizio di ordine pubblico c’era ma se lo staff del leader della Lega non comunica che ha organizzato la conferenza stampa in un posto diverso da quello previsto, non si può pensare che i poliziotti abbiano la sfera di cristallo" sottolineano dal Siulp, mentre dal Silp Cgil dichiarano: "prendersela con i poliziotti è inaccettabile. Non si comprende perché si sia voluto creare a tutti i costi un caso da scaricare poi su funzionari e agenti". Intanto la polizia ha identificato sei militanti del collettivo Hobo ritenuti responsabili dell'aggressione e per questo denunciati per danneggiamento e violenza privata.

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