L'Italia è in attesa del prossimo Dpcm, che arriverà a inizio dicembre. Sono tanti i nodi da sciogliere in vista dell'ultimo mese dell'anno: dalla scuola al Natale, dal possibile allentamento delle misure per negozi e ristoranti alla mobilità tra Regioni. Si ragiona sulla riapertura dei licei e istituti tecnici prima dello stop per le vacanze, ma anche su come salvare l'economia, che nell'ultimo mese dell'anno, in certi settori, vola. Nessuno sa ancora come sarà il Natale quest'anno, se in famiglia, al ristorante, in piccoli gruppi o da soli, mentre si discute della possibilità di fermare gli spostamenti tra Regioni per fermare i rientri a casa. In questo scenario cupo, il ministro della Salute Roberto Speranza accende la luce: "Sicuramente in un quadro epidemiologico diverso, con l'indice del contagio Rt sotto 1, potremo valutare di riaprire anche una fase diversa nel Paese – ha detto al Tg5 – Ma ci vuole molta, molta prudenza, non bisogna correre".

L'invito, chiaro, è a non bruciare le tappe. Ma se l'indice Rt è sceso a 1.18 e i casi di Covid-19 non aumentano più in modo esponenziale, allora "significa che le misure che abbiamo adottato nelle ultime settimane stanno dando i primi effetti", ha continuato Speranza. Ora "cautela e prudenza", ma "la strada è quella giusta, bisogna insistere con il rigore" e il rispetto delle regole.

Sulla questione sanitaria il ministro della Salute ha manifestato la sua preoccupazione: "C'è ancora una pressione molto molto alta sulle nostre strutture sanitarie". Ma è "proprio questo che deve indurci alla massima prudenza", ora come non mai "le misure sono e restano indispensabili". Speranza torna anche sulla questione vaccini, al centro della polemica negli ultimi giorni, definendoli "una conquista dell'umanità". Poi la rassicurazione a tutti i cittadini: "Le grandi agenzie che danno le autorizzazioni, quella europea e quella italiana, faranno tutte le verifiche del caso, un vaccino potrà essere somministrato su una persona soltanto in condizioni di piena e assoluta sicurezza".