Dopo mesi di ricerche e studi, il vaccino contro il Coronavirus sembra essere in dirittura di arrivo. Dopo gli annunci di Pfizer e Moderna sull'efficacia dei propri antidoti, anche AstraZeneca ha reso noto che il farmaco realizzato con  l'Università di Oxford è sicuro. Una volta ottenuta l'autorizzazione alla messa in commercio, potranno essere distribuite le prime dosi, che potrebbero addirittura arrivare già a dicembre, anche in Italia, come ha sottolineato il virologo Usa Anthony Fauci. Tuttavia, secondo gli ultimi sondaggi, sono ancora pochi gli italiani che pensano di farsi vaccinare il prossimo gennaio, rilevando ancora una scarsa fiducia nel vaccino.

Come riporta l'Agi, secondo una ricerca compiuta dalla società di ricerche Swg, il 44% del campione si è detto disponibile a vaccinarsi appena sarà pronto il vaccino a gennaio, ma il 37% è contrario a vaccinarsi, dato quest’ultimo in aumento del 3% dalla precedente rivelazione del 13 novembre, mentre il 19% ha risposto "non saprei". Tra i contrari a vaccinarsi il 26% sarebbe disponibile a sottoporsi alla vaccinazione solo se obbligatorio mentre  l’11% rimane contrario anche se obbligatorio. Secondo un altro sondaggio, eseguito da Tecnè, il 12% degli italiani non ha fiducia nei vaccini obbligatori in generale. Tra le persone che non hanno fiducia nei vaccini il 15% ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni; il 13% ha un età tra i 35 e i 44 anni, con il dato che varia anche a seconda dell’istruzione e della fascia di reddito di appartenenza.

Secondo la stessa rilevazione Tecnè oltre il 35% del campione si è detto disponibile a vaccinarsi contro il Covid-19 appena il vaccino sarà disponibile. Il 33,7% preferisce, invece, aspettare, per capire se il vaccino è sicuro, mentre il 24,8% è del tutto contrario. Insomma, le idee sono ancora abbastanza confuse, il che non sorprende visto che anche tra alcuni membri della comunità scientifica va avanti da giorni la discussione sulla sicurezza del vaccino. Tra questi, il virologo Andrea Crisanti, che, ha dichiarato: "Ribadisco che sulle basi delle conoscenze che abbiamo oggi non mi farei il vaccino. Se dovessero rendere pubblici i dati e la comunità scientifica ne validasse la bontà me lo farei, non ho alcun dubbio su questo". A lui ha risposto Nicola Magrini, presidente dell'Aifa, che aveva suggerito a Crisanti di chiedere scusa per le sue affermazioni. Lo stesso Magrini ha spiegato che il vaccino non sarà obbligatorio: l'obbligatorietà "va riservata solo ai casi estremi, come al personale sanitario e al personale delle Rsa, ma è un meccanismo che deve essere usato con molta cautela perché occorre stimolare invece la responsabilità e la fiducia individuale fornendo informazioni adeguate".