10 Gennaio 2022
09:22

Ritorno a scuola tra dad e assenze, il ministro Bianchi: “La distanza provoca problemi”

Il ministro Bianchi, nel giorno del rientro in classe, sottolinea ancora l’importanza di eliminare la distanza, che danneggia “la vita di una comunità”.
A cura di Tommaso Coluzzi

Oggi si torna in classe. Il governo ha preso la sua decisione, tra una pioggia di critiche di esperti e non, e ha deciso di far tornare tutti gli studenti a scuola oggi, il 10 gennaio. Campania a parte, dove il presidente De Luca ha firmato un'ordinanza che verrà impugnata dal governo, le classi riaprono per riaccogliere gli alunni, tra quarantene, isolamenti e didattica a distanza. Questa mattina, per dire, è arrivato l'attacco dell'infettivologo Massimo Galli: "Questa cosa del rientro adesso nelle scuole è imprudente e ingiustificata in una situazione in cui non ce lo possiamo permettere", ha chiosato ad Agorà su Rai 3. Il ministro Bianchi, però, è convinto della scelta fatta e non ha intenzione di arretrare un millimetro (e con lui il governo): "Il prolungato e diffuso uso di una distanza provoca problemi alla vita di una comunità", ha spiegato questa mattina a Radio 1.

Secondo Bianchi, le nuove regole stabiliscono un equilibrio flessibile tra "il principio del tutti a scuola" e "la possibilità di ricorrere alla distanza". Il ministro ha rilanciato la "partecipazione collettiva", e ha invitato a "uscire dalla logica del controllore". C'è "un Paese che nel suo insieme si assume l'incarico di far tornare a scuola i ragazzi". Poi ha spiegato: "Abbiamo introdotto per i ragazzi delle scuole superiori la possibilità di fare tamponi gratis, sostenuta da 92 milioni dati dal commissario Figliuolo, nelle farmacie, abbiamo alleggerito di molto il lavoro delle Asl". Ma ora "occorre la partecipazione di tutti, dei ragazzi e delle famiglie".

Sulla questione delle mascherine Ffp2, che gli studenti devono indossare obbligatoriamente in classe in caso di autosorveglianza, il ministro ha spiegato: "Abbiamo fatto un intervento importante, il generale Figliuolo ha raggiunto un accordo con le farmacie per calmierare il prezzo a 75 centesimi. Le diamo inoltre gratuitamente già a tutti gli operatori, soprattutto della scuola dell'infanzia dove non ci sono protezioni per bambini". Il tema della gratuità a scuola, però, è "un tema importante – ha assicurato – ho capito che sta molto a cuore e lo porrò in evidenza al Consiglio dei ministri". C'è ancora da attendere, invece, per quanto riguarda la struttura dell'esame di maturità: "Entro fine mese lo diremo, sicuramente faremo un disposto che permetta a nostri ragazzi di esprimere al meglio le loro capacità".

Anche dal fronte dei governatori che hanno accettato la decisione del governo (De Luca a parte), non arrivano comunque opinioni positive: "La situazione è preoccupante, il 25-30% tra studenti e insegnanti sarà assente con defezioni dovute a malattia, quarantena o mancata vaccinazione – ha spiegato Luca Zaia, presidente del Veneto, a Mattino 5 – Draghi si faccia dare un parere dal Comitato tecnico scientifico perché l'assembramento è inevitabile. Da noi almeno 800mila persone saranno confinate in aula per ore, con il rischio che, se ci saranno positivi, ci siano anche contagi". Poi ha insistito: "Sono favorevole alla riapertura delle scuole, ma con precise indicazioni del Cts. Quella di oggi è di fatto una falsa partenza".

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