Ha fatto molto discutere l'intervista con la quale Roberto Speranza, leader di Mdp – Articolo Uno, ha sostanzialmente "aperto" al confronto con il Partito Democratico su legge elettorale e legge di bilancio. L'apertura arriva infatti dopo mesi di muro contro muro e di distanza netta su temi centrali tanto per il futuro dell'esecutivo guidato da Paolo Gentiloni che per una eventuale alleanza alle politiche del 2018.

Un invito al dialogo che però non convince Matteo Renzi, il quale, ospite del salotto di Lucia Annunziata, si mostra piuttosto scettico sulla possibilità di un incontro a metà strada con i suoi ex compagni di partito. "Verrebbe da dire, dopo tutto quello che ci avete detto, adesso come potete pensare di dialogare?", spiega il segretario del Partito Democratico, aggiungendo però: "Se l'apertura è seria, va bene. Possiamo discutere di cose concrete, ma rimettere in discussione il Rosatellum è molto difficile, perché sulle preferenze si è fatto un accordo con gli altri partiti, anche alcuni dell'opposizione". Quanto alla scelta di porre la fiducia anche al Senato, Renzi prova a smarcarsi: "Alla Camera lo ha deciso Gentiloni parlando con i capigruppo della maggioranza, ora farà lo stesso anche al Senato".

Quanto ai rapporti con l'esecutivo, poi Renzi rassicura: "Non c'è tensione, nel modo più assoluto. A noi serve una misura secca sul debito in legge di stabilità, perché l'austerity uccide l'Italia, però non possiamo farlo adesso e ci impegneremo nella prossima legislatura". C'è poi spazio per un passaggio sulla vicenda Visco: "La sinistra non può mettersi a pensare solo a chi è garantito e non può avere come priorità quella di salvaguardare il ruolo del Governatore della Banca d'Italia". Se fai passare il concetto che non puoi intervenire sulle banche perché altrimenti ti danno del populista, fai il più grande regalo ai populisti. Noi abbiamo fatto la riforma delle Popolari e delle banche di credito cooperativo, i Cinque Stelle hanno votato contro perché non sanno passare dalla protesta alla proposta".