Nel giorno in cui va in scena Piazza Grande, la manifestazione organizzata da Nicola Zingaretti per la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico, torna a parlare anche l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. “Mai come stavolta – dice parlando della Leopolda – abbiamo richieste per partecipare. Presenteremo i primi comitati civici: una forma di resistenza culturale contro la sciatteria di questo governo. Parleremo di scienza, ricerca, futuro. Il Pd è importante, ma non basta: c’è tanta gente che chiede di lavorare contro questo governo ma non vuole la tessera di un partito. Nella lunga marcia nel deserto che ci aspetta, la Leopolda è un accampamento originale”.

Renzi parla anche dei candidati alla segreteria del Pd con le primarie che si dovrebbero tenere a inizio 2019: “Minniti è autorevole e ha ricevuto apprezzamenti da sindaci di qualità: se si candiderà sarà contro Salvini, non contro altri dem. Zingaretti ha finalmente smentito ogni accordo con i 5 Stelle che ancora un mese fa qualcuno rilanciava come fondamentale. Le cose per il Pd si mettono meglio. E andranno sempre meglio nei prossimi mesi. Ma basta con le guerre interne: il fuoco amico ha già fatto troppi danni”.

L’ex presidente del Consiglio parla anche della manovra, dicendosi “davvero preoccupato” per lo stato dell’economia italiana. E lancia la sua proposta: “Ci siamo sentiti ieri con Padoan. In diverse circostanze lui e io, insieme, abbiamo dovuto rassicurare i mercati sul rischio Italia, specie nel 2014. Entrambi siamo preoccupati perché questo governo penalizza famiglie e lavoratori italiani, offrendo ghiotte occasioni agli speculatori internazionali. Vogliamo proporre un aiuto concreto. Venerdì offriremo una legge di bilancio radicalmente alternativa”.

Idea che Renzi spiega, affermando che permetterebbe di “dimezzare lo spread da 300 a 150 e si abbassano le tasse. Con la loro l'Italia paga più interessi, alza le tasse e favorisce gli speculatori. Nelle ultime settimane ho parlato con tanti investitori, fuori dall'Italia e a Milano: l'unica cosa che chiedono è come disinvestire dall'Italia, come portar via i soldi. In attesa di capire se l'Italia esce dall'euro, sono gli euro a uscire dall'Italia. E quando si entra in questo loop è l'inizio della fine. Bisogna fermare, a tutti i costi, l'ondata di sfiducia. Dobbiamo dare una mano tutti, anche noi dell'opposizione. Bisogna proporre, non solo criticare: noi offriamo una soluzione”.