Il reddito di cittadinanza è una misura che il precedente governo ha voluto introdurre, su spinta del Movimento 5 Stelle, per contrastare la povertà. Eppure da questo sussidio rimangono esclusi proprio i più poveri, coloro che non hanno neanche una casa: i senzatetto. Una situazione a cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sembra voler porre rimedio. Confermando quanto già affermato negli scorsi mesi dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: un annuncio a cui, però, non seguirono atti politici concreti. La volontà di Conte è quella di portare avanti un progetto per il contrasto alla povertà con la collaborazione tra il governo e l’istituto di previdenza.

Il progetto viene spiegato da Conte ad Assisi, in occasione delle celebrazioni di San Francesco: “Non è la povertà a bussare alle porte del governo ma sono le istituzioni a intercettare e a contrastare sul campo la povertà”. Per questo motivo, riferendosi proprio al reddito di cittadinanza, il presidente del Consiglio aggiunge: “Faremo ancora di più, affiancandoci all’Inps, abbiamo elaborato un progetto: andremo in sei città dove ci sono 50mila persone senzatetto che non usufruiscono del reddito di cittadinanza pur avendone diritto. Sono persone invisibili, le vogliamo rendere visibili aiutandole concretamente”.

Il progetto verrà presentato ufficialmente lunedì 14 ottobre. Le sei città coinvolte – con in totale, secondo i dati di Conte, circa 50mila senzatetto da raggiungere – dovrebbero essere Roma, Milano, Torino, Napoli, Bari e Bologna. L’iniziativa potrebbe essere simile a quella già annunciata negli scorsi mesi dall’Inps con i camper che sono andati in giro per le stazioni e i punti nevralgici delle città italiane per informare i cittadini – soprattutto quelli come i senzatetto – sulle iniziative dell’istituto di previdenza esistenti per aiutarli.

Reddito di cittadinanza, l’emendamento bocciato

Eppure la volontà politica di permettere ai senzatetto di ricevere il reddito di cittadinanza finora è mancata. Sulla base dei requisiti richiesti per accedere al sussidio è necessario avere una residenza. Che, ovviamente, manca a un senzatetto. Sulla questione, dopo gli annunci di Tridico, era intervenuto per provare a porre rimedio alla carenza legislativa il deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto. Che aveva presentato un emendamento al decreto Crescita per estendere il reddito ai senzatetto.

L’emendamento fu dichiarato inammissibile. E l’estensione ai senzatetto fallì. Con quella norma Rizzetto puntava a eliminare l’impedimento della mancata residenza dando la possibilità ai senzatetto di dichiararne una fittizia o una in base al luogo di nascita. La maggioranza – allora formata da M5s e Lega – si era detta d’accordo, ma poi la commissione dichiarò inammissibile l’emendamento. Rizzetto, comunque, ci riproverà e, come anticipa a Fanpage.it, presenterà nuovamente l’emendamento nella prossima legge di Bilancio. Magari puntando su un cambio di sensibilità con la nuova maggioranza, anche in seguito alle parole di Conte.