Il reddito di cittadinanza e la quota 100 non si toccano. Il nuovo governo, guidato ancora da Giuseppe Conte e formato da M5s e Pd, non bloccherà le due riforme introdotte con la scorsa legge di Bilancio. Ad assicurarlo è il neo-sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, che in un’intervista al Corriere della Sera assicura: “Abbiamo dimostrato di essere in grado di individuare coperture solide per le nostre proposte, lo faremo anche stavolta. Reddito e Quota 100 non si toccano, garantisco”. Eppure Fraccaro sa bene che la legge di Bilancio “sarà il nostro banco di prova”, quando il governo sarà chiamato a trovare le risorse per evitare l’aumento dell’Iva e, stando a quando sostiene l’ex ministro, confermare in toto reddito di cittadinanza e quota 100.

La conferma del reddito di cittadinanza

Nell’accordo tra M5s e Pd, in effetti, non sembra che si sia discusso di una cancellazione di queste due misure. In particolare quella che sembra più certa di una conferma è proprio il reddito di cittadinanza, un sussidio che sicuramente si avvicina di più alle posizioni di Pd e Leu, entrambi parte della nuova maggioranza. Questo non vuol dire che non ci possa essere qualche cambiamento, ma l’impianto strutturale della misura non sembra a rischio, mentre qualcosa potrebbe cambiare soprattutto per quanto riguarda la fase due del reddito di cittadinanza, quella riguardante la ricerca del lavoro da parte dei beneficiari.

I dubbi sulla quota 100

Qualche rischio in più lo corre la quota 100, l’anticipo pensionistico per i lavoratori che abbiano almeno 62 anni di età e almeno 38 di contributi versati. Già negli scorsi giorni si ipotizzava una forte rimodulazione della misura, con la possibilità concreta di anticipare la sua chiusura (ricordiamo che quota 100 è stata introdotta in via sperimentale fino al 2021) al 2020. Il cambio di approccio verso quota 100 viene evidenziato anche da Dario Stefano, senatore del Pd, intervenendo a Radio Cusano Campus: “Va a scadenza con il prossimo anno, certamente non è nostro intento continuare con quell’approccio, ma destinare risorse ad altri interventi”.

Il tagliando su Rdc e quota 100

Chi chiede un cambio di passo o, quantomeno, una verifica sulle due misure che hanno caratterizzato più di ogni altra l’operato del governo giallo-verde, è la Cgil con il suo segretario Maurizio Landini. Intervistato da Radio Capital, ieri Landini ha sostenuto che in entrambi i casi va fatto un tagliando e ha sottolineato che è necessario fare di più per combattere la povertà, non essendo il reddito di cittadinanza sufficiente a sconfiggerla. Per quanto riguarda la quota 100, invece, Landini è certo che va fatto un tagliando per capire chi l’ha presa e chi no e per valutare anche le altre misure che vanno messe in campo in tema pensionistico.