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Caso Scurati

Rai cancella monologo di Scurati sul 25 aprile, le opposizioni: “Antifascismo fa paura a Telemeloni?”

“Censura gravissima” e “da regime”, una mossa “indegna” anche per gli standard di “Telemeloni”. Così i partiti di opposizione hanno attaccato in modo compatto la decisione della Rai di cancellare un monologo dello scrittore e studioso di fascismo Antonio Scurati, che avrebbe dovuto andare in onda questa sera.
A cura di Luca Pons
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Solleva polemiche la decisione della Rai – per il momento senza spiegazione – di cancellare un monologo sul 25 aprile che lo scrittore e studioso del fascismo Antonio Scurati avrebbe dovuto svolgere questa sera, a Che sarà. A riportare la notizia è stata la conduttrice del programma, Serena Bortone, che ha detto di averlo scoperto per caso e "con sgomento". Il contratto di Scurati sarebbe stato "annullato" senza "spiegazioni plausibili". Le reazioni dei partiti di opposizione non si sono fatte attendere: molti hanno attaccato la decisione della Rai, definita una "censura gravissima".

Attacco di FdI: "Scurati fa solo marketing, se cade governo non vende più una copia"

Il primo esponente della maggioranza a commentare la vicenda è stato Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, che però non ha parlato del monologo annullato in Rai ma si è limitato ad attaccare Scurati: "È uno di quegli autori molto intelligenti che, con la destra al governo, sanno di poter fare marketing vendendo libri e incassando soldi dalle apparizioni pubbliche. È già successo con Berlusconi che ha reso ricchi famosi giornalisti, diventati in realtà famosi solo per questo", ha scritto in una nota. "Se domani cadesse il nostro governo Scurati non venderebbe più una copia e il fascismo sparirebbe salvo ricomparire magari tra qualche anno. Ci sono tanti lettori, più che elettori, che ci credono. Io provengo da una storia democristiana. Il fascismo era morto cinquant'anni fa abbondantemente in Italia, figuriamoci oggi. Scurati si occupi dei criminali comunisti che ancora regnano nel mondo".

Le opposizioni compatte: "Censura gravissima, la Rai spieghi e torni indietro"

Francesco Verducci, senatore del Pd e membro della commissione di Vigilanza Rai, ha denunciato "l'intervento diretto della dirigenza Rai a poche ore dalla trasmissione. Questo è un caso gravissimo di censura nei confronti di Scurati", ma anche una "inquietante intimidazione di fatto nei confronti dell'autrice e conduttrice Serena Bortone, degli autori del programma, e per estensione di tutti gli autori Rai".  Molti esponenti della minoranza hanno chiesto che intervenga la presidente Rai, Marinella Soldi, per chiarire la vicenda.

Il responsabile informazione dei Pd, Sandro Ruotolo, ha dichiarato: "Telemeloni questa volta l'ha fatta veramente grossa. Chiediamo a tutte le antifasciste e antifascisti di far sentire la loro (nostra) voce". Lo ha seguito la capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi: "Con questo governo in carica la principale azienda culturale del Paese non può più celebrare una delle date fondative della nostra democrazia? Ci troviamo di fronte a un atto intimidatorio che ha pochi precedenti". "L'ennesimo pezzettino del tentativo di riscrivere la storia di questo Paese, di mettere in discussione la natura antifascista della nostra Repubblica", ha aggiunto il deputato dem Matteo Orfini.

Per il Movimento 5 stelle sono intervenuti Dolores Bevilacqua (della commissione Vigilanza Rai) e Luca Pirondini (commissione Cultura al Senato), che hanno annunciato un'interrogazione proprio in commissione Vigilanza: "C'entra qualcosa il fatto che l'autore avrebbe dovuto interpretare un monologo sul 25 aprile? Davvero temi come la cultura e l'antifascismo fanno così paura alla Rai meloniana?". La presidente della commissione, Barbara Floridia, ha dichiarato: "Casi come questo rischiano di screditare il servizio pubblico, ne minano la credibilità e gettano un'ombra sulla sua indipendenza. Non è accettabile trattare così una personalità del calibro di Scurati. È necessario che l'azienda dia risposte più dettagliate sulle ragioni che impedirebbero la sua presenza nella trasmissione di Serena Bortone. Mi auguro che non si tratti di una scelta editoriale e che si chiariscano tutti gli aspetti di questa vicenda con una risposta convincente per sgomberare il campo da qualunque sospetto di intento censorio".

Carlo Calenda, leader di Azione, ha commentato a sua volta: "Sono sempre stato prudente nella critica al governo sul tema delle influenze della politica sulla Rai, perché le ho viste in atto con governi di destra e di sinistra. Ma questo cara Giorgia Meloni va oltre. Cancellare l’intervento di un grande scrittore per ragioni politiche è inaccettabile, indegno. Questa roba accade in Russia e non può accadere in un Paese europeo. Ci aspettiamo le scuse e il ripristino immediato del monologo cancellato. La Rai non è tua. La paghiamo, purtroppo, tutti. Datti una regolata".

Peppe De Cristofaro, senatore di Alleanza Verdi-Sinistra in commissione Vigilanza, ha dichiarato: "La dirigenza di Telemeloni non gradisce che si parli di Resistenza e di 25 aprile e corre ai ripari con l'unica cosa che sanno fare: censurare. Il 25 aprile è la Festa della Liberazione dal giogo nazifascista ed è la festa di tutti gli italiani. Dopo i sette uomini da Vespa a parlare di aborto, ora la censura su Scurati. Siamo ormai passati da TeleMeloni a TeleRegime".

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