Contratti a termine, ma di cinque anni. E assunzioni semplificate. Sono queste le parole chiave del piano di Renato Brunetta per cambiare radicalmente la Pubblica amministrazione. Il ministro, tornato con Draghi nel ruolo occupato anni fa con Berlusconi, si dice "ottimista" in un'intervista a La Stampa. Perché l'occasione è ghiotta: non tornare a prima della pandemia di Covid ma guardare oltre già da ora. In questo senso il suo compito è uno dei più difficili, tra quelli di cui si sono incaricati i ministri del nuovo governo: riformare la Pubblica amministrazione, renderla più moderna, più efficiente e soprattutto assumere per sostenere i progetti del Recovery plan, che partiranno già dalla prossima estate.

Brunetta sottolinea l'importanza dell'occasione e il momento unico, ma non si sbilancia nel dare i numeri delle assunzioni, perché "non sarebbe serio". Però, precisa, "prenderemo tuti quelli che saranno necessari, né di più né di meno". Non si tratterà, comunque, di contratti a tempo indeterminato: "Saranno a termine, ma di cinque anni e finanziati dai progetti che si andranno a realizzare", spiega il ministro della Pubblica amministrazione. La chiave sarà anche la modalità di assunzione, che Brunetta vuole semplificare radicalmente: "Ci sarà un portale innovativo che porterà velocità e trasparenza".

Le figure professionali che entreranno nella Pubblica amministrazione dovranno essere specializzate e competenti: "Ingegneri, informatici, economisti, manager", elenca Brunetta. Il suo passato, in cui si schierò contro alcuni dipendenti pubblici definendoli "fannulloni", non lo vuole cancellare. Anzi: "Ieri e oggi sono due facce della stessa medaglia, ma quella riforma non ebbe il carburante economico a causa della crisi finanziaria". Il messaggio è chiaro: ora che i soldi arriveranno Brunetta completerà quanto non è riuscito a fare in passato. Con i fondi del Recovery plan – occasione sì, più unica che rara – il ministro vuole riformare davvero la Pubblica amministrazione.