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Prezzi di benzina e diesel si impennano con la guerra, ora il gasolio supera i due euro al litro dappertutto

I dati ufficiali del ministero dell’Ambiente confermano il salto verso l’alto dei prezzi del carburante nelle ultime due settimane. Rispetto a fine febbraio si pagano 16 centesimi in più per la benzina e 32 centesimi in più per il gasolio. Non è ancora chiaro se e quando ci sarà un calo, mentre le risposte della politica al momento scarseggiano.
A cura di Luca Pons
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È stato chiaro da subito, quando è iniziata la guerra in Iran con l'invasione di Stati Uniti e Israele, che l'impatto economico più forte sarebbe arrivato sui carburanti. Le tensioni internazionali sullo stretto di Hormuz e il ruolo centrale dell'Iran nell'approvvigionamento di petrolio mondiale avrebbero causato un'impennata dei costi, avvisavano tutti gli esperti. E così è stato.

Rispetto a fine febbraio, appena tre settimane fa, oggi la benzina al distributore in Italia costa 16-17 centesimi in più al litro. Per il gasolio l'aumento è stato ancora più netto: +32 centesimi al litro. Il governo Meloni ha promesso di intervenire, ma per il momento non è ancora chiaro come.

Quanto costano benzina e gasolio oggi in Italia

A riportare l'andamento dei prezzi è il governo stesso, tramite il ministero dell'Ambiente, e in particolare la piattaforma online che indica ogni settimana il costo medio del carburante. Nell'ultima settimana, la benzina è costata 1,819 euro al litro. Il gasolio ha superato i due euro: 2,033 al litro.

Si tratta della media dei prezzi nel corso della settimana precedente, quindi non cattura l'evoluzione quotidiana. Detto in parole povere, in molti distributori il prezzo è già più alto di così. Basta guardare a un altro monitoraggio, quello quotidiano del ministero delle Imprese, suddiviso per Regioni: qui molte sono ormai prossime ai 2,10 euro al litro per il diesel, alcune hanno già superato questa soglia mentre quasi tutte si avvicinano a 1,90 al litro per la benzina.

Visto che si parla di un dato medio, poi, ci sono pompe dove il costo è leggermente più basso e altre dove superano si queste cifre. Ad esempio in autostrada. Qui la media secondo il Mimit ieri era di 2,148 euro al litro per il gasolio e di 1,941 euro per la benzina. Va sottolineato che si tratta di tariffe al self service, mentre il servito chiaramente ha un costo maggiore.

L'impennata è evidente. In una settimana il prezzo medio della benzina è salito del 4,24%, quello del gasolio dell'8,78%. Il 23 febbraio, l'ultima rilevazione settimanale prima dello scoppio della guerra, il diesel costava 1,701 euro e la benzina 1,654 euro al litro. Sul perché il diesel sia salito così in fretta, la teoria di diversi esperti è che sia perché il gasolio è il carburante più usato da chi non può proprio rinunciare a guidare in nessun caso: gli autotrasportatori. Visto che è cruciale per la logistica, il mercato ‘sa' che il prezzo del diesel può aumentare di più e i consumatori continueranno comunque a usarlo.

Bonus benzina in arrivo, niente taglio delle accise

Vale la pena di ricordare anche come è composto il prezzo dei carburanti alla pompa. Per la benzina meno della metà è effettivamente il costo ‘netto' (circa 82 centesimi al litro), mentre il restante euro al litro è fatto da accise (67 centesimi) e Iva. Per il gasolio il prezzo effettivo è di 99 centesimi al litro, e a queste si aggiungono imposte e accise (67 centesimi), che sono salite con l'ultima legge di bilancio.

Non a caso, visto che le accise hanno un peso così alto, la prima soluzione di cui ha parlato il governo Meloni è stata di abbassarle temporaneamente. Le accise mobili sono sembrate la soluzione per qualche giorno. Poi però l'esecutivo le ha lasciate cadere, perché per una serie di ragioni – sottolineate anche dagli esperti del settore – ha ritenuto che non avrebbero funzionato. Uno sforzo troppo grande per tagli troppo piccoli, che probabilmente sarebbero stati attorno ai 4-5 centesimi al litro. Non abbastanza per venire incontro ai cittadini, che come detto vedono rincari tra i 15 e i 30 centesimi in media.

Così è emersa un'altra possibilità, che al momento sembra in rampa di lancio. Si starebbe valutando un bonus benzina – o un intervento "di compensazione e supporto ai ceti meno abbienti", per dirla come il ministro delle Imprese Adolfo Urso – da rivolgere principalmente a chi ha un Isee sotto i 15mila euro. Si potrebbe anche accorpare alla carta Dedicata a te, che ha dei requisiti ancora più stringenti (non solo un Isee molto basso, ma anche la totale assenza di altri aiuti economici pubblici). Pare il governo non interverrà questa settimana, impegnato nella volata finale per il referendum sulla giustizia. Per il momento, non c'è una programmazione certa per il provvedimento.

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