Batte bandiera italiana, questa volta, la nave verso la quale il Governo ha alzato il segnale di stop. Secondo fonti bene informate del Viminale, le autorità non intendono consentire l’attracco nei nostri porti alla Vos Thalassa, che ha raccolto 66 migranti alla deriva al largo delle coste della Libia. E così, come già accaduto nell’ultimo mese con Ong e imbarcazioni straniere, si prospetta l’ennesimo braccio di ferro a distanza fra l’esecutivo a guida Lega-M5s e l'imbarcazione che, stavolta, porta i colori nostrani. Successivamente la Thalassa ha lasciato i migranti ad una nave della guardia costiera italiana, la Diciotti, "che pure era più lontana rispetto ai libici che stavano entrando in azione". Lo fa sapere lo stesso Ministero dell'Interno, sottolineando che la posizione di Matteo Salvini "non cambia". Sono stato informati della situazione, oltre al premier Conte, anche i ministri Di Maio e Toninelli. "I migranti a bordo della Diciotti saranno sbarcati in Italia per le dovute misure cautelari e gli accertamenti giudiziari correlati alle condotte che hanno messo a repentaglio la vita dell'equipaggio del Vos Thalassa" è la nota del Viminale. Parole poi replicate su Facebook dal Ministro dei Trasporti:

La Vos Thalassa batte bandiera italiana

A differenza di Aquarius e di Sea Watch 3, diverso è il caso della Thalassa, dalla quale attendono un okay allo sbarco che a quanto pare, benché la nave stia facendo rotta verso le nostre coste, potrebbe non arrivare. Già a metà giugno la Vos Thalassa, che lavora come nave rifornimento per una piattaforma petrolifera della Total nel Mediterraneo, era stata protagonista di un salvataggio di migranti poi affidati alla nave militare italiana. Stando alle ricostruzioni, la nave ieri sera ha raccolto l’Sos per un natante in difficoltà nella zona Sar (ricerca e soccorso) di competenza della Libia. La Guardia Costiera di Tripoli è stata allertata e stava per intervenire ma sul punto in cui si trovava il barcone in difficoltà è giunta per prima la Thalassa che ha imbarcato 66 persone. Ora però sulla nave stanno cercando di capire dove portare i naufraghi. Quasi immediato infatti è arrivato l'altolà del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, dal quale si ritiene che la competenza del soccorso vada alla Libia i cui porti, però, non sono ritenuti sicuri, in base ai trattati internazionali dal momento che non garantirebbe un trattamento rispettoso ai migranti.

Rischio stallo

Il rischio stallo è concreto, considerando quanto successo negli ultimi mesi con le altre navi straniere: dal caso delle navi ong infatti, in particolare l'Aquarius, in mare aperto per quasi due giorni prima di essere accolta dalla Spagna, a quello della Samuel Beckett, una nave militare appartenente alla missione internazionale Sophia nel Mediterraneo e alla quale è stato consentito di sbarcare il suo carico di migranti in un porto italiano, quello di Messina, sulla base di accordi precedenti stipulati in relazione a questa tipologia di imbarcazioni.