Permessi Legge 104, le sanzioni per chi supera tre giorni al mese nella nuova circolare Inps

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A cura di Luca Pons
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La legge 104, con le modifiche apportate negli ultimi anni, permette a più familiari di utilizzare permessi per prendersi cura di un parente con disabilità. Il limite, però, resta lo stesso: tre giorni al mese. Con una nuova circolare l’Inps ha spiegato chi deve pagare la sanzione se si supera questa soglia legale.

L'Inps mette in chiaro chi deve subire la sanzione quando si superano i tre giorni di permesso al mese concessi dalla legge 104 del 1992 per prendersi cura di un parente con disabilità grave. In una apposita circolare diffusa dall'Istituto si spiega che ci sono due possibili violazioni, tra le più comuni: la prima è quella di andare oltre i tre giorni di permesso in un mese; la seconda è che due o più parenti richiedano il permesso nello stesso giorno. In entrambi i casi, l'Inps si attiva per recuperare la somma dovuta.

La legge 104 concede sempre tre giorni al mese di permesso retribuito, in cui non si perdono neanche i contributi per la pensione. Questi tre giorni possono essere divisi in ore e possono essere utilizzati dai parenti: i genitori, il coniuge (o parte dell'unione civile, o convivente di fatto) e in certi casi anche parenti entro il terzo grado.

Dal 2022, poi, c'è una novità: i tre giorni possono anche essere suddivisi tra più parenti, non è più necessario che ci sia un "referente unico dell'assistenza" come in precedenza. Restano in piedi, però, due regole importanti: i permessi nel complesso non possono superare i tre giorni al mese, tra tutti i parenti coinvolti; e una sola persona per volta può utilizzare il permesso retribuito per prendersi cura del parente.

L'Inps sottolinea che per rispettare i limiti imposti dalla legge serve una "necessaria pianificazione congiunta della fruizione dei permessi". Ovvero, i parenti devono mettersi d'accordo in modo chiaro tra loro su chi deve prendere permesso quando. Se si infrangono queste norme, bisogna restituire le somme ricevute sotto forma di stipendio e contributi per il periodo di permesso.

Cosa succede se si prendono più di tre giorni di permesso con la legge 104

La prima situazione, tra le più comuni, è quella in cui i parenti superano i tre giorni di permesso concessi al mese. Può non essere immediatamente evidente ai datori di lavoro, soprattutto se i familiari lavorano in luoghi diversi, ma risulta nei registri dell'Inps. In questo caso, la sanzione va a chi ha utilizzato permessi oltre il limite dei tre giorni.

Il principio, spiega l'Inps, è quello della "priorità temporale nell’esercizio di un diritto". In sostanza, chi usa i primi tre giorni di permesso è a norma; chi arriva dopo invece no, e quindi deve restituire le somme ottenute ingiustamente.

Per esempio: se il parente A usa un giorno di permesso il 10 del mese, poi il parente B ne usa un altro il 15 e un altro ancora il 16, e infine il parente A torna a usare un giorno di permesso il 25 del mese, la sanzione colpirà il parente A, perché i tre giorni di permesso erano già stati tutti utilizzati. Al parente A, quindi, si rivolgerà l'Inps per recuperare i contributi dovuti.

Dal punto di vista dell'Istituto, non importa se ci siano accordi diversi tra i familiari. Se, ad esempio, i parenti A e B si erano messi d'accordo, ma poi B ha usato un giorno in più di permesso senza avvisare A. L'unica cosa che conta è chi ha usufruito del permesso oltre la soglia dei tre giorni mensili.

La sanzione Inps se due persone prendono permesso lo stesso giorno

L'altra infrazione molto comune avviene quando due o più parenti utilizzano il permesso nello stesso giorno, o nelle stesse ore. Qui va fatto subito un appunto: il nuovo contratto collettivo Funzioni centrali permette ai dipendenti statali (e solo a loro) di prendere permesso nello stesso giorno; ma non ci deve comunque mai essere sovrapposizione oraria, perciò ad esempio uno può prendere permesso la mattina e un altro il pomeriggio. Per tutti gli altri, vale la regola più restrittiva.

In tutti i casi, quando avviene che due lavoratori usufruiscano dei permessi nello stesso giorno o nelle stesse ore, scatta il recupero dell'Inps. In situazioni simili non si fa differenza tra le due (o più) persone che hanno infranto le regole. Come in precedenza, non importa se ci fossero accordi verbali tra i parenti e poi, magari, uno dei due abbia sbagliato giorno o orario in cui chiedere permesso.

La soluzione è che l'Inps si rivolge a tutte le persone coinvolte: "Si deve procedere al recupero della prestazione indebita nei confronti di tutti i lavoratori dipendenti, che hanno fruito dei permessi in argomento nella medesima giornata e/o nelle medesime ore, suddividendo l’indebito in parti uguali". Quindi, se il parente A e il parente B hanno preso permesso lo stesso giorno, l'Inps chiederà a entrambi di versare il 50% della somma dovuta.

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